Sopravvissuti alla follia di Ceausescu

Avvenire, 9 ottobre 2022

“Folle provenienti da tutto il mondo non smettono di stupirsi di quanto sia stato facile abbattere migliaia di case, una ventina di chiese ortodosse, una decina tra scuole e ospedali per mettere al loro posto un palazzo ispirato alla forma della Luna”. Non molto tempo fa – erano gli anni ‘80 – Nicolae Ceausescu fece costruire la cosiddetta Casa del Popolo di Bucarest per celebrare la sua avidità e la sua megalomania. Quello che secondo i deliri di onnipotenza del satrapo rumeno sarebbe dovuto diventare il lussuoso Pantheon del regime comunista è oggi una banale attrazione turistica, il monumento triste e assai kitsch a un trauma collettivo che i rumeni vorrebbero poter dimenticare. Proprio come i faraoni ai tempi delle piramidi, Ceausescu volle vederlo crescere all’inverosimile, fino a farlo diventare il più grande edificio amministrativo del mondo, secondo per dimensioni soltanto al Pentagono. Continua a leggere “Sopravvissuti alla follia di Ceausescu”

Perhat Tursun, lo scrittore scomparso

Avvenire, 29 settembre 2022

Quello che in tempi recenti è stato definito “un inferno distopico di dimensioni sbalorditive” era già stato immaginato e descritto dal più grande scrittore uiguro contemporaneo. Alcuni anni fa, prima che in Cina iniziasse la feroce persecuzione contro l’etnia turcofona di religione islamica che vive nell’estremo ovest del Paese, Perhat Tursun scrisse un romanzo destinato a rivelarsi tragicamente premonitore e ad anticipare gli orrori perpetrati nella regione autonoma dello Xinjiang. Riecheggiando la sua stessa vita, Tursun ha raccontato la vicenda di un cittadino di seconda classe, vittima dell’esclusione e del razzismo, la cui esistenza precaria ricorda quella di molti uiguri prima del 2014, quando le autorità cinesi avviarono la brutale repressione che avrebbe portato oltre un milione di loro nei campi di rieducazione. Continua a leggere “Perhat Tursun, lo scrittore scomparso”

Edimburgo, una città intrisa di letteratura

Avvenire, 23 settembre 2022

Quando nel 1847 Charles Dickens visitò Edimburgo non riuscì a nascondere il proprio disappunto di fronte al monumento da poco eretto in onore di Walter Scott. “Sembra la guglia di una chiesa gotica staccata e conficcata nel terreno”, commentò, non senza una punta d’invidia per il grande scrittore scozzese considerato il padre del romanzo storico moderno. Scott era morto quindici anni prima e il suo Paese aveva voluto dedicargli un’opera gotica grandiosa nel cuore della capitale, in Princes Street, che raggiunge i 68 metri di altezza. Più che un semplice monumento, quello realizzato dall’architetto George Meikle Kemp è un gigantesco mausoleo con al centro la statua dello scrittore e ai lati decine di nicchie che ritraggono i personaggi delle sue opere. Continua a leggere “Edimburgo, una città intrisa di letteratura”

La svolta in Irlanda del Nord: più cattolici che protestanti

Avvenire, 23 settembre 2022

Per la prima volta nella sua storia l’Irlanda del Nord ha una popolazione a maggioranza cattolica. I dati del censimento generale svolto nel 2021 – resi pubblici ieri – affermano che il 45,7% degli abitanti è cattolico mentre il 43,48% è protestante e suggellano la graduale crescita del primo gruppo riscontrata nei decenni scorsi. L’Agenzia nazionale di Statistica e Ricerca ha certificato un rovesciamento della dinamica demografica che era nell’aria da tempo e che potrebbe cambiare per sempre il futuro politico della piccola provincia britannica. Continua a leggere “La svolta in Irlanda del Nord: più cattolici che protestanti”

Hemon: “Dal dolore all’arte: i talenti di Sarajevo”

Avvenire, 4 settembre 2022

“Non ho nostalgia del passato perché il presente mi tiene troppo occupato. Ma la nostalgia mi interessa molto come forma di narrazione. La considero innanzitutto una forma di utopia retroattiva, un metodo psicologico con il quale molte persone affrontano i traumi costruendosi un passato ideale, del tutto privo di dolore e sofferenza”. Aleksandar Hemon è lo scrittore che ha vissuto due vite. La prima si è conclusa nel 1992, quando all’età di 28 anni lasciò la sua città natale, Sarajevo, per andare a studiare a Chicago. Di lì a poco iniziò l’assedio e per anni gli fu impossibile tornare nella sua città assediata. I suoi antenati erano arrivati in Bosnia dalla Galizia – l’attuale Ucraina occidentale – prima della Grande guerra, quando entrambi quei luoghi facevano parte dell’impero austro-ungarico. Giunto negli Stati Uniti Hemon ha saputo tematizzare la complessità del suo background etnico attraverso una personalissima lingua letteraria, trasformando le sue radici e la sua condizione di perenne straniero in un’inesauribile fonte d’ispirazione. Continua a leggere “Hemon: “Dal dolore all’arte: i talenti di Sarajevo””

Quei pacifisti nel cuore del conflitto

Avvenire, 2 settembre 2022

da Mykolaiv (Ucraina)
“Molti Paesi ci stanno aiutando ma soltanto voi italiani siete venuti fin qua a condividere le sofferenze della gente, mettendo a rischio le vostre vite per stare al nostro fianco”. Maksim Kovalenko, 31 anni, è un consigliere comunale di Mykolayv rimasto nella città ucraina dopo oltre sei mesi di guerra. Gli altri sono scappati quasi tutti. “Non me ne vado perché i miei cittadini hanno bisogno di me. Prima della guerra c’era mezzo milione di abitanti ma in tanti se sono andati via e adesso ne restano meno della metà, soprattutto anziani e disabili. Qui si resiste giorno per giorno”, spiega, accogliendo gli attivisti della carovana della pace Stopthewarnow giunti dall’Italia con dieci furgoni carichi di aiuti umanitari. Continua a leggere “Quei pacifisti nel cuore del conflitto”

Cento anni senza Michael Collins

Avvenire, 21 agosto 2022

L’imboscata avvenne nella tarda serata del 22 agosto 1922, nel cuore più profondo della contea di Cork, Irlanda meridionale. Il convoglio sul quale stava viaggiando il generale Michael Collins, comandante in capo dell’esercito irlandese, trovò la strada bloccata e fu costretto a fermarsi, diventando un facile bersaglio per i cecchini appostati sulle alture. Il silenzio che circondava la ripida gola di Béal na mBláth fu rotto all’improvviso da una pioggia di spari. Collins fu colpito più volte e morì quella notte stessa, assassinato – proprio come Gandhi – dal fuoco dei suoi connazionali, da uomini che fino a poco tempo prima l’avevano osannato come un leader e un eroe nazionale. Continua a leggere “Cento anni senza Michael Collins”

Centinaia di desaparecidos in Ucraina

Avvenire, 20 luglio 2022

Da settimane si sono perse completamente le tracce di Viktoria Andrusha, un’insegnante 25enne del villaggio di Stary Bykiv, nella regione di Chernihiv. Le ultime notizie su di lei risalgono alla fine di maggio, quando i suoi familiari hanno saputo da fonti non ufficiali che la giovane si trovava in un centro di detenzione russo. Poi più niente. Sua madre ha raccontato che i soldati venuti a perquisire la loro abitazione le hanno chiesto di parlare russo. Lei si è rifiutata e allora l’hanno portata via con la forza. Human Rights Watch ha lanciato una campagna per la sua liberazione chiedendo a Mosca di rilasciare tutti i civili detenuti arbitrariamente. Andrusha è una delle tante persone svanite nel nulla da quando è iniziata l’invasione dell’Ucraina. Continua a leggere “Centinaia di desaparecidos in Ucraina”

Parlare di Palestina non si può

di Francesca Albanese*

La Palestina – ovvero ciò che è rimasto della Palestina storica alla creazione dello Stato di Israele nel 1948 –, comprendente Cisgiordania, Gerusalemme est e Striscia di Gaza, è terra che Israele occupa militarmente dal 1967. È bene ribadire da subito che il diritto internazionale ammette le occupazioni militari solo in forma temporalmente limitata, con precisi vincoli di tutela della popolazione sotto occupazione e, soprattutto, senza mai trasferire sovranità alla potenza occupante. Continua a leggere “Parlare di Palestina non si può”