Irlanda del Nord, un sopruso che dura da 100 anni

Avvenire, 10 gennaio 2021

È curioso che il centenario della divisione dell’Irlanda cada proprio nell’anno in cui entra in vigore la Brexit con le sue inevitabili conseguenze sul confine interno dell’isola. Una coincidenza che di certo non favorirà una commemorazione condivisa come vorrebbe il governo britannico, che ha stanziato già oltre tre milioni di sterline per una serie di eventi e iniziative previste lungo tutto l’arco del 2021. Già prima di iniziare, le celebrazioni hanno fatto riemergere con forza il solco profondo che ancora oggi divide le due principali comunità nordirlandesi: quella cattolico-nazionalista e quella unionista-protestante. Continua a leggere “Irlanda del Nord, un sopruso che dura da 100 anni”

Se le colombe sono falchi. La verità sulla Birmania

Avvenire, 8 gennaio 2020

C’era una volta una leader politica considerata l’erede di Gandhi e di Mandela, il simbolo vivente della lotta per i diritti del popolo birmano, una donna costretta per quindici anni agli arresti domiciliari dalla giunta militare che voleva silenziare il suo potere gentile e la forza iconica del suo sorriso. A lungo il mondo occidentale ha ritenuto Aung San Suu Kyi un’eroina, salvo doversi tristemente ricredere, in anni recenti, vedendola trasfigurarsi nel primo difensore di un esercito accusato di genocidio. Oggi che detiene il potere esecutivo nel suo paese cerca in tutti i modi di minimizzare la gravità dei crimini commessi dall’esercito contro la popolazione di etnia Rohingya e si batte in prima persona per giustificare l’operato dei militari. Continua a leggere “Se le colombe sono falchi. La verità sulla Birmania”

Gli sport gaelici provano a unire Belfast

Venerdì di Repubblica, 8 gennaio 2020

Erano cinquant’anni che non si vedevano palloni da calcio gaelico e mazze da hurling a Belfast est. Più o meno da quando l’escalation di violenza che travolse l’Irlanda del Nord alla fine degli anni ‘60 non costrinse anche il St. Colmcille Gaelic Athletic Association a sciogliersi per sempre. La squadra intitolata a Columba di Iona, uno dei santi patroni dell’isola, promuoveva gli sport gaelici in uno spirito di fratellanza e inclusione ma avendo la sede e il campo da gioco nel cuore della roccaforte unionista protestante della città rappresentava un’anomalia insopportabile in tempi in cui a prevalere erano l’odio e l’intolleranza. Continua a leggere “Gli sport gaelici provano a unire Belfast”

A Mostar un voto per il futuro della Bosnia

Avvenire, 20 dicembre 2020

C’è voluta una sentenza storica della Corte europea dei diritti dell’uomo per riportare finalmente al voto la città di Mostar, dodici anni dopo le ultime elezioni amministrative svolte nel 2008. I giudici UE hanno stabilito che l’impossibilità di eleggere democraticamente i rappresentanti nelle istituzioni locali costituiva una violazione dei principi fondamentali dello stato di diritto e hanno costretto i due principali partiti nazionalisti – il bosgnacco Sda di Bakir Izetbgovic e il croato Hdz BiH guidato da Dragan Covic – a sbloccare l’impasse trovando un accordo favorito anche dalle pressioni della comunità internazionale. Continua a leggere “A Mostar un voto per il futuro della Bosnia”

Craig Hodges, pioniere dell’antirazzismo nella NBA

Avvenire, 19 dicembre 2020

Il primo ottobre 1991 a Washington è una splendida giornata di sole. I Chicago Bulls, freschi vincitori del campionato Nba, sono ospiti del presidente degli Stati Uniti George Bush nei giardini della Casa Bianca. Ci sono tutti tranne Michael Jordan, già leader di una squadra che si prepara a dominare gli anni ‘90. Ma quel giorno in pochi si accorgono dell’assenza del miglior giocatore delle finali perché un suo compagno di squadra ruba la scena a tutti. In mezzo a dirigenti e giocatori in rigoroso completo scuro e cravatta spicca un uomo vestito di bianco che indossa un dashiki, la tunica tradizionale dell’Africa occidentale. Per fugare ogni equivoco Phil Jackson, allenatore dei Bulls, spiega che il ragazzo in bianco è Craig Hodges, il miglior tiratore della squadra, e lo invita a dar prova delle sue abilità. Al termine dell’esibizione, che lo vede infilare nove tiri consecutivi da tre punti nel canestro della Casa Bianca, Hodges va dal presidente e lo informa di aver consegnato alla sua segreteria una lettera scritta di suo pugno. Era un disperato appello a migliorare le condizioni di vita dei neri.
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Igiene e distanziamento: così il ghetto di Varsavia sconfisse il tifo

Avvenire, 12 dicembre 2020

Per lo storico polacco Emanuel Ringelblum, fondatore dell’archivio del Ghetto di Varsavia, si trattò di un fenomeno semplicemente inspiegabile. Negli appunti ritrovati dopo la sua fucilazione da parte dei nazisti, lo studioso spiegava che quell’epidemia di tifo scoppiata nel ghetto all’inizio del 1941 doveva aumentare in modo esponenziale fino a raggiungere il suo picco in autunno. Invece la curva dei contagi calò improvvisamente del 40 percento fino a svanire del tutto proprio in concomitanza con l’arrivo del freddo, senza alcuna apparente spiegazione razionale. Continua a leggere “Igiene e distanziamento: così il ghetto di Varsavia sconfisse il tifo”

“La ricostruzione dell’Irpinia non fu solo sinonimo di sprechi”

Avvenire, 20 novembre 2020

È il 23 novembre 1980: alle 19,34 una violenta scossa di magnitudo 6.9 della durata di circa novanta secondi colpisce le province di Avellino, Salerno e Potenza e in parte anche Napoli. In pochi istanti sono rase al suolo case, scuole, ospedali e interi paesi. Il sisma coinvolge in totale 679 comuni in tre regioni, Campania, Puglia e Basilicata, un’area di sei milioni di abitanti. “Ho visto morire il sud”, commentò Alberto Moravia. Ma a fare del terremoto dell’Irpinia l’evento più disastroso del Secondo dopoguerra è il bilancio spaventoso delle vittime: quasi tremila morti, novemila feriti, oltre trecentomila senzatetto. Continua a leggere ““La ricostruzione dell’Irpinia non fu solo sinonimo di sprechi””

La casa di Joyce rischia di diventare un ostello

Avvenire, 17 novembre 2020

Chiunque sia stato a Dublino anche solo per un giorno sa che Joyce pervade ogni angolo della città, le sue strade, le sue piazze, i suoi vicoli, i suoi pub. Sa che la sua anima si rispecchia nei percorsi e negli edifici descritti in Ulysses e in altre sue opere memorabili. È impensabile che la capitale irlandese possa rinunciare a uno dei luoghi più legati al suo figlio prediletto: eppure è proprio quanto rischia di accadere nei prossimi mesi. La municipalità di Dublino ha infatti approvato il progetto che prevede la conversione del palazzo al numero 15 di Usher Island in un grande ostello per la gioventù. Continua a leggere “La casa di Joyce rischia di diventare un ostello”

Kosovo, anche Thaci in carcere all’Aja

Avvenire, 6 novembre 2020

La lunga e controversa parabola politica di Hasim Thaci rischia di concludersi in una cella all’Aja, dov’è stato trasferito ieri sera, un luogo già diventato il capolinea per molti leader dell’ex Jugoslavia. Il presidente kosovaro è stato costretto a dimettersi dalla sua carica dopo la conferma formale delle gravissime accuse mosse contro di lui dal procuratore della Corte speciale per il Kosovo, Jack Smith. Continua a leggere “Kosovo, anche Thaci in carcere all’Aja”