L’Irlanda del Nord compie 100 anni ma non ha niente da celebrare

Avvenire, 20 ottobre 2021

Ci ha pensato il presidente della Repubblica d’Irlanda, Michael D. Higgins, a suggellare il fallimento delle celebrazioni per il centenario della nascita dell’Irlanda del Nord in programma quest’anno. Respingendo al mittente l’invito alla cerimonia interconfessionale che si terrà il 21 ottobre prossimo ad Armagh, nella cattedrale anglicana di Saint Patrick, il presidente irlandese ha preso una posizione coraggiosa e controversa – come dimostra il coro di critiche innescate – ma ha anche scoperto definitivamente il vaso di Pandora sulle contraddizioni di un centenario costellato dalle polemiche, svolto finora in sordina non soltanto a causa della pandemia. La storica ricorrenza ha evidenziato il profondo solco che ancora oggi divide le due principali comunità irlandesi: quella cattolico-nazionalista e quella unionista-protestante, facendo riemergere i fantasmi di uno stato che fu creato artificialmente dagli inglesi nel 1921. Continua a leggere “L’Irlanda del Nord compie 100 anni ma non ha niente da celebrare”

Vi racconto chi era Spartaco Lavagnini

Left, 15 ottobre 2021

Quando fu ucciso vigliaccamente da una banda di fascisti a Firenze, nel 1921, Spartaco Lavagnini era il segretario toscano del sindacato ferrovieri e del partito comunista d’Italia, nonché il direttore del periodico Azione comunista. Era soprattutto uno dei principali leader del proletariato italiano: poco più che trentenne, aveva di fronte a sé una straordinaria carriera politica e sindacale. Ma il suo destino era quello di diventare il primo martire dell’antifascismo italiano. Pochi giorni dopo il suo brutale assassinio, Antonio Gramsci scrisse di lui sulla sua rivista l’Ordine nuovo: “cadendo come un capo, al suo posto di lavoro, aveva forse giovato di più all’idea in cui credeva e aveva forse insegnato più cose al popolo con la sua morte, di quanto avrebbe mai potuto insegnare con la parola”. Continua a leggere “Vi racconto chi era Spartaco Lavagnini”

In difesa di Mimmo Lucano. A prescindere

di Ascanio Celestini

Lo chiedo a tutti. Ai commentatori dei social che in maniera pidocchiosa si mettono a elencare le norme infrante da Mimmo Lucano. Lo fanno col ghigno di chi ha pizzicato il ragazzino mentre ruba le caramelle. Lo chiamano “pasticcione”. Il giornalista sfacciatamente di destra scrive che il sindaco ha falsificato i documenti, mentre il commentatore più perbenista scrive che dava ai “clandestini” dei “documenti farlocchi”. E adesso che hai corretto il compitino con la matita rossa: da quale parte stai?
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L’indifferenza di fronte alla Shoah

Avvenire, 30 settembre 2021

Con un romanzo commovente che ci costringe a interrogarci sulla nostra capacità di distogliere lo sguardo di fronte all’orrore, la scrittrice neozelandese Catherine Chidgey dimostra che esistono ancora modi originali per raccontare l’Olocausto attraverso la letteratura. Nel suo nuovo Vicinanza distante (e/o, traduzione di Silvia Castoldi, pagg. 464, euro 18) Chidgey utilizza tre narrazioni in prima persona per raccontare la storia di altrettanti personaggi i cui destini si intrecciano in una miscela di realtà e finzione che affronta questioni di fede e scienza, di disumanità e speranza con empatia e compassione. Continua a leggere “L’indifferenza di fronte alla Shoah”

Il tragico volo del poeta antifascista Lauro de Bosis

Avvenire, 5 settembre 2021

Una sera d’ottobre di novant’anni fa Icaro volò su Roma e poi sparì per sempre. Volò per gridare la sua rabbia contro il regime fascista, per risvegliare le coscienze e per lanciare un appello al re, affinché rispettasse il “patto sacro” tra la corona e gli italiani. Era partito dalla Costa Azzurra su un velivolo da turismo e dopo aver violato la sicurezza area della capitale aveva fatto piovere dal cielo 400mila volantini antifascisti inneggianti alla libertà che suonavano come una dichiarazione di guerra contro Mussolini. Ma lungo la rotta del ritorno il piccolo aeroplano, forse rimasto a corto di carburante, era scomparso in mare senza lasciare traccia del suo pilota. Lauro de Bosis, il “poeta volante”, una delle figure più romantiche e dimenticate del primo antifascismo aveva suggellato con quel volo tragico una lotta clandestina combattuta a colpi di penna, di ideali e di valori. Quello che poteva sembrare un atto d’ingenuo volontarismo era stato in realtà un gesto di grande coraggio, compiuto negli anni in cui venivano promulgate le leggi contro la libertà di espressione e di stampa, e le voci contrarie al regime erano costrette al silenzio. Continua a leggere “Il tragico volo del poeta antifascista Lauro de Bosis”

Torri Gemelle, la memoria dell’11 settembre

Avvenire, 3 settembre 2021

Era trascorso oltre un mese dagli attacchi alle Torri Gemelle quando dalle macerie fumanti del World Trade Center spuntò un’inaspettata forma di vita. Era un gigantesco albero da frutto, un pero alto otto metri, piantato nel 1970 nei pressi di Church Street. Aveva il tronco bruciato, i rami spezzati e in larga parte carbonizzati ma non era ancora morto. Decisero allora di trasportarlo in un parco del Bronx per curarlo. Lì l’albero crebbe fino a raggiungere un’altezza di circa trenta metri e alla vigilia di Natale del 2010 fu riportato nel suo luogo d’origine per essere trapiantato nel cuore del 9/11 Memorial di New York. Il grande spazio pubblico che celebra la memoria degli attentati dell’11 settembre 2001 ha oggi oltre quattrocento esemplari di quercia bianca ma l’albero più fotografato è sempre lui: il “Survivor Tree”, l’albero che è riuscito a sopravvivere sotto le macerie delle Torri Gemelle. Circondato da un recinto, con supporti che ne sorreggono il tronco e i rami che recano ancora ben visibili le ferite di quel giorno maledetto, è diventato un simbolo straordinario della capacità di resistenza dell’animo umano. Continua a leggere “Torri Gemelle, la memoria dell’11 settembre”

Nikola Tesla, il conio della discordia

Il venerdì di Repubblica, 20 agosto 2021

È bastato che la banca centrale di Zagabria annunciasse l’intenzione di stampare il volto di Nikola Tesla sulle future monete in euro per riaccendere l’antica diatriba con Belgrado sulla ‘paternità’ di uno dei più geniali inventori del ventesimo secolo. Un tempo a contenderselo erano i nazionalisti serbi e croati a suon di azioni dimostrative e statue abbattute. Oggi – segno dei tempi – sono invece i governi e le rispettive banche centrali. La Croazia si sta preparando a entrare nell’eurozona nel 2023 e circa 50mila cittadini croati hanno partecipato a un sondaggio online per scegliere i simboli da inserire sulle monete che in futuro sostituiranno la kuna, la vecchia divisa nazionale. Poiché uno dei simboli più votati è risultato proprio quello che riproduce il volto baffuto di Nikola Tesla, la banca centrale croata ha annunciato che lo scienziato comparirà sulle monete da 50, da 20 e da 10 centesimi. Ma i media e gli ambienti filo-governativi serbi hanno gridato allo scandalo, accusando Zagabria di voler usurpare un loro eroe nazionale. Un’altra banca centrale – quella di Belgrado – ha annunciato che per impedirlo intraprenderà “ogni azione opportuna” a Bruxelles. Senza specificare quali. Continua a leggere “Nikola Tesla, il conio della discordia”

La “memoria condivisa” è un ossimoro

Fuori binario, agosto 2021

Per liberare Firenze dal nazifascismo, nell’estate del 1944, non bastò una battaglia ma ne furono necessarie addirittura due, come spiegò a suo tempo Piero Calamandrei. Una di natura strategica, combattuta a distanza tra le artiglierie alleate disposte sui colli a sud dell’Arno contro quelle tedesche schierate sul semicerchio contrapposto delle colline di Fiesole. L’altra tattica, nel cuore di Firenze, che fu combattuta con armi leggere per le strade e le piazze della città, tra il popolo insorto e i nazifascisti che si barricarono tra le rovine dei palazzi, lasciando che i suoi monumenti fossero ridotti in macerie per poter poi incolpare gli Alleati. Continua a leggere “La “memoria condivisa” è un ossimoro”

Ballymurphy, la strage prima della strage

Il venerdì di Repubblica, 6 agosto 2021

“Era un lunedì d’agosto di cinquant’anni fa. Nella tarda serata di quel giorno, i soldati britannici che stazionavano da tempo nel nostro quartiere iniziarono a spararci addosso senza alcun preavviso. Mi precipitai nel parco di fronte a casa mia per cercare di mettere in salvo un bambino ma venni colpito alle spalle. Caddi per terra e quando alzai gli occhi vidi il nostro parroco, padre Hugh Mullan, venirmi incontro sventolando un fazzoletto bianco. Fece appena in tempo a darmi l’estrema unzione prima di essere colpito a sua volta da un paracadutista appostato a poca distanza da noi. Morì dissanguato dopo una lenta agonia”. Continua a leggere “Ballymurphy, la strage prima della strage”