4 commenti su “Una petizione per la pace in Tibet”

  1. Grazie sei una fonte importantissima di notizie.Ho firmato credendo fermamente che ad ogni firma ne seguirà un’altra e poi un’altra….è il nostro cambiamento individuale che potrà cambiare il mondo. Firmeremo in tanti..

  2. firmate la petizione internazionale x il tibet.
    andate alla manifestazione il 31 marzo in tutte le città del mondo, per sapere da dove partiranno andate su http://www.tibet.it e cercate l’ufficio della vostra città

  3. ho letto l’articolo sul calciatore indiano che si è rifiutato di portare la fiaccola olimpica. Ha fatto stra bene.
    Secondo me sulla questione olimpiadi facciamo un pò confusione. Cerchiamo di chiarirci le idee. Metto per punti liberi pensieri:
    1) non credo sia giusto boicottare le olimpiadi perchè sarebbe una discriminazione alla popolazione intera e non solo al regime. D’altronde abbiamo troppi esempi anche tra i cinesi di come il regime li abbia repressi anche con la forza. (il più eclatante studenti piazza Tienammen) e poi il Dalai Lama non lo vuole.
    2) Dall’altra parte un popolo pacifista viene giustiziato sotto gli occhi di tutti nel 2008.
    3) Il Regime Cinese prende in giro il mondo intero. primo perchè non permette ai giornalisti di tutto il mondo di verificare ciò che sta succedendo e questo è un diritto universale che viene violato deliberatamente. secondo perchè diffondono false notizie e false immagini (come quelle dei monaci che piacchiano armati di bastoni alcuni cinesi…..pur non avendo bisogno di prove per sapere com’è il popolo tibetano, eccole.

    http://www.facebook.com/photo.php?pid=2537538&o=all&op=1&view=all&subj=11470507230&aid=-1&id=585260183&oid=11470507230

    4) quindi: soluzione di Agnese (forse idealista e impraticabile ma secondo me grande segno di ribellione non violenta).

    le olimpiadi si fanno, perchè i cinesi popolo sono da accettare e integrare.
    Però:
    1) gli sportivi sono liberi di non partecipare o non portare la fiaccola, perchè dire di farle non vuol dire di non usarle x fare sentire la voce della pace e lo sport la rappresenta x eccellenza.
    2) tutti gli sportivi dovrebbero mettersi una fascia al braccio con scritto FREE TIBET e coi colori della bandierina tibetana.
    3) i capi di stato dovrebbero dare forfait e non presentarsi sul palco dei grandi, così che ci stia Hu Jintao da solo (d’altronde è il rappresentante del regime)
    4) sugli spalti e x le strade tra il pubblico di tutte le città dove passeranno i giochi io farei delle bandiere x il Tibet ma soprattutto delle bandiere di uno studente cinese (x ricordare piazza tiennamen) un tibetano, un birmano e un nero del darfur x mano ( e tutti i simboli della repressione cinese).
    Poi se gente come Spilberg (che non è un politico ma cmq vermente al centro dell’attenzione) decide di paccare, ben vengano.
    questa è la protesta non violenta.
    non boicottare, non discriminare,non dobbiamo cadere nel razzismo non è così che si cerca la pace per davvero.
    E la cosa più importante è coinvolgere in tutto ciò i cinesi oppressi e spaventati dalla dittatura, non farli sentire parte del nemico perchè non lo sono.
    Agnese Vinciguerra

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