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Finalmente giustizia per Victor Jara

Alcuni giorni fa le autorità cilene hanno ordinato l’arresto di otto ex luogotenenti dell’esercito per l’omicidio di Victor Jara, cantautore politicamente impegnato, ucciso il 16 settembre 1973, a pochi giorni dall’inizio della dittatura militare. Tra gli otto, spiega il magistrato della Corte d’appello Miguel Vazquez, ci sono Hugo Sanchez Marmonti e Pedro Barrientos Nunez, ritenuti autori dell’omicidio, mentre gli altri sei sono accusati di complicità. Tutti sono stati arrestati tranne Barrientos, che vive in Florida e per il quale è stato inviato un ordine di arresto internazionale, in attesa di estradizione.
Jara fu detenuto con un gruppo di professori e studenti all’Università tecnica statale del Cile il 12 settembre 1973, il giorno dopo il golpe contro Salvador Allende, guidato da Augusto Pinochet. Il suo corpo venne trovato alcuni giorni dopo, con 44 ferite da arma da fuoco ed evidenti segni di tortura. Nel 2009 la giustizia cilena ordinò la riesumazione del suo corpo e Santiago gli rese onore con un funerale al quale parteciparono decine di migliaia di persone.
RM

“L’altro” 11 settembre, 35 anni dopo

Cerimonie in Cile per commemorare il 35° anniversario della morte del leader di Unidad Popular, Salvador Allende. La sala del palazzo presidenziale della Moneda dove morì l’11 settembre 1973 durante il golpe di Augusto Pinochet diventerà per il Cile un luogo emblematico di memoria. A dichiararlo è stata la presidente Michelle Bachelet, inaugurando il Salon Blanco Presidente Salvador Allende, appena restaurato, insieme alla deputata Isabel Allende e a Carmen Paz, figlie dell’ex capo dello Stato cileno, sostenendo che «questo spazio sarà un luogo di incontro e riflessione» contro il tentativo dei militari golpisti di «cancellare la memoria e la storia». Il sindaco di Santiago del Cile, Alvaro Erazo, poi ha reso omaggio con una targa alle vittime del Servizio di sicurezza presidenziale (Gap), definite «dieci uomini che credettero in una società più giusta». Associazioni per i diritti umani e di familiari delle vittime hanno visitato il monumento in ricordo di Allende eretto vicino al palazzo presidenziale e la celebre porta della facciata est della Moneda, da dove fu fatto uscire il cadavere di Allende, e che Pinochet fece poi murare.
In serata  militanti del Movimento patriottico Manuel Rodriguez si sono recati verso lo stadio dedicato al cantautore Victor Jara assassinato dai militari che simbolicamente gli mozzarono le mani con le quali suonava la chitarra.  Durante la giornata ci sono state anche commemorazioni di segno contrario. Nella Scuola militare della capitale, infatti, alla presenza di ex ufficiali a riposo si è tenuta una messa in ricordo di Pinochet e dei caduti tra le file dei suoi sostenitori.

Giustizia per Victor Jara

Le sue dita e i suoi polsi spezzati sono diventati un simbolo della brutalità dei militari cileni. Il cadavere del 41enne Victor Jara fu ritrovato crivellato di pallottole nei pressi del cimitero di Santiago del Cile, pochi giorni dopo il golpe militare di Pinochet, nel settembre 1973. Ieri un giudice cileno ha riaperto l’inchiesta sulla sua morte ammettendo le richieste presentate dalla vedova e dalle due figlie. Victor Jara era un cantautore, scrittore e uomo di teatro, molto noto come uno dei principali interpreti della cosidetta Nuova Canzone Cilena. La sua colpa: essere un militante del Partito Comunista Cileno e aver appoggiato la campagna elettorale del socialista Salvador Allende nel 1970. Ma quello che il regime temeva di più era la sua popolarità, in crescita anche al di fuori del Cile.

Questo raccontò sua moglie Joan, del riconoscimento del cadavere:

« Siamo saliti al secondo piano, dove erano gli uffici amministrativi e, in un lungo corridoio, ho trovato il corpo di Víctor in una fila di una settantina di cadaveri. La maggior parte erano giovani e tutti mostravano segni di violenze e di ferite da proiettile. Quello di Víctor era il più contorto. Aveva i pantaloni attorcigliati alle caviglie, la camicia rimboccata, le mutande ridotte a strisce dalle coltellate, il petto nudo pieno di piccoli fori, con un’enorme ferita, una cavità, sul lato destro dell’addome, sul fianco. Le mani pendevano con una strana angolatura e distorte; la testa era piena di sangue e di ematomi. Aveva un’espressione di enorme forza, di sfida, gli occhi aperti. »

Dopo averlo ucciso, i militari cileni proibirono la vendita dei suoi dischi e ordinarono la distruzione delle matrici.