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Chiude la storica “Bookshop at Queen’s”

Il cartello “saldi per chiusura attività” ha fatto capolino, qualche giorno fa, sulla vetrina della storica libreria dell’università di Queen’s, a Belfast. Uno dei più prestigiosi punti di riferimento culturali della città chiuderà i battenti alla fine di agosto, dopo oltre mezzo secolo di onorata attività, affossato dalla concorrenza delle grandi catene e delle vendite su internet. A venir meno non sarà soltanto un luogo amato da bibliofili, studenti e letterati (il poeta Michael Longley l’ha definita “una notizia straziante”), ma si perderà per sempre anche un luogo della memoria del conflitto angloirlandese. La Bookshop at Queen’s sul viale dell’università è sempre stata infatti molto più di una semplice libreria: anche negli anni più bui della guerra è stata un’oasi di civiltà, un luogo dove cittadini, politici e membri di gruppi paramilitari dalle idee molto differenti tra loro potevano incontrarsi per caso e dialogare, almeno per una sera, in un’atmosfera distesa e conviviale.
RM

La pace in Irlanda appartiene anche a Ted

kennedyadams

Edward “Ted” Kennedy, morto ieri a 77 anni, ha avuto un ruolo importante anche negli anni cruciali del processo di pace anglo-irlandese. Da sempre guardato con sospetto, quando non con odio, dagli inglesi e dagli unionisti dell’Ulster per il suo presunto sostegno finanziario nei confronti dell’I.R.A., l’ultimo grande vecchio della più famosa famiglia di irlandesi d’America non aveva mai fatto mistero delle sue simpatie politiche e aveva sempre creduto fermamente, fin dai primi anni ‘70, nella necessità di un ritiro dei contingenti militari britannici dall’Irlanda del Nord. Ma fu durante l’amministrazione Clinton che l’anziano senatore democratico spese fino in fondo tutta l’influenza politica del suo clan familiare, convincendo il presidente statunitense a far cessare la pluridecennale scomunica nei confronti del Sinn Fein e contribuendo a far finalmente accogliere Gerry Adams negli Stati Uniti. Un viaggio che durò un paio di settimane, quello di Adams nel settembre 1994, e che fu all’epoca contrastato con durezza dal Dipartimento di Stato di Washington, dall’Fbi e da gran parte dei politici statunitensi, oltre che dal governo di Londra. Il lasciapassare di Clinton alla fine arrivò, grazie anche al decisivo consiglio di Kennedy. Per l’I.R.A., da pochi giorni impegnata nel primo, difficile cessate il fuoco, si trattò di un passaggio politico importantissimo sulla strada della fine del conflitto armato.
RM

Irlanda, il processo di pace fa tappa a Como

Forse la scuola italiana non è proprio tutta da buttare se esistono professoresse come Graziella Mattaliano. Qualche anno fa, Graziella si era messa in testa di promuovere un disegno di legge per inserire l’insegnamento dei diritti umani nelle scuole. La proposta fu sposata da un senatore Ds, ma si perse poi inevitabilmente nei meandri dei lavori parlamentari e negli italici valzer delle legislature. Nei mesi scorsi, senza grandi clamori, Graziella ha invece promosso, insieme ai suoi colleghi dell’istituto tecnico commerciale “Caio Plinio Secondo” di Como, un progetto di ampio respiro per far conoscere il conflitto anglo-irlandese ai giovani della sua scuola, diffondendo la cultura della nonviolenza attraverso il dialogo. Nelle scorse settimane li ha accompagnati personalmente a Belfast per un viaggio di studio e approfondimento solcato da numerosi incontri con i protagonisti del Peace Process. Venerdì 3 aprile, a partire dalla mattina, presso l’Aula Magna del Politecnico di Como (via Castelnuovo 7) si terrà il convegno conclusivo del progetto, dal titolo “Northern Ireland: Making Peace withe the Past”. Parteciperanno, oltre alla cara amica Silvia Calamati (massima esperta italiana del tema), anche numerosi esponenti politici irlandesi e membri di associazioni impegnate nel processo di pace.

Il programma dettagliato del convegno