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Un premio dedicato a Marla

Non aveva ancora compiuto 29 anni quando la follia della guerra in Iraq se la portò via. Oggi in pochi si ricordano di lei, forse perché nessuno ha pensato, ancora, a trasformarla strumentalmente in un’icona. Eppure Marla Ann Ruzicka è stata la personificazione di un pacifismo attivo e tenace, che persegue obiettivi concreti e non si ferma di fronte a niente, anche a costo della propria vita. Lo sguardo da ragazzina e l’aria quasi svagata da studentessa fuori corso nascondevano in realtà un talento quasi straordinario nella raccolta di fondi da destinare alle vittime della mattanza irachena, e prima ancora a quella afgana. Con la sua attività di lobbying sul campo riuscì in pochi mesi, quasi da sola, a ottenere risultati che sarebbero stati impensabili anche per le Ong più blasonate. Basti pensare che proprio alla sua memoria è stato intitolato il fondo statunitense per le vittime civili del conflitto iracheno. La storia di Marla spiega alla perfezione cosa voglia dire impegnarsi per la pace nel III millennio e costituisce la risposta più efficace a chi crede che i pacifisti siano solo una banda di sognatori che vivono tra le nuvole. Il suo è stato un martirio per i diritti umani: ho voluto ricordarlo in un racconto biografico che sarà contenuto del mio prossimo libro (in uscita nel 2012, salvo imprevisti) e che è stato selezionato tra i sei vincitori del premio Firenze per le culture di pace dedicato a Tiziano Terzani, nella sezione inediti.
La premiazione si terrà domenica 4 dicembre alle 16, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, a Firenze.
Sarà una bella giornata: siete ovviamente tutti invitati.
RM

Che fine hanno fatto i pacifisti?

baghdad.jpgA cinque anni dall’aggressione statunitense all’Iraq, Firenze dedica una giornata di approfondimento e riflessione sullo stato di salute e le prospettive del movimento pacifista. L’evento a ingresso gratuito si svolgerà al Viper Theatre di via Lombardia, zona Le Piagge. Alle 18.30 discussione/aperitivo con Lisa Clark (Beati i costruttori di Pace), Tommaso Fattori (Forum mondiale alternativo dell’acqua), Marco Romoli (un Tempio per la Pace), Martina Taci (Volontaria del Campo di lavoro in Libano coordinato dal Servizio Civile Internazionale). Coordinerà Riccardo Michelucci.
Alle 21 la compagnia ‘Saverio Tommasi’ metterà in scena in anteprima assoluta ‘il mio nome è mai più’ di Domenico Guarino, tratto dall’omonimo racconto vincitore del premio 2007 “Firenze per le culture di pace”, intitolato a Tiziano Terzani. Il monologo è la storia del movimento pacifista visto attraverso gli occhi di una bandiera della pace. Occhi critici, disillusi, ma ancora pieni di speranza. Saranno inoltre allestite due mostre fotografiche (una retrospettiva sul movimento pacifista fiorentino a cura di Marco Quinti e A sud di Tyro: Fotogrammi tra Libano e Palestina”. una collettiva di immagini dai campi profughi palestinesi in Libano). In sala video saranno proiettati i filmati prodotti dai ragazzi e dalle ragazze palestinesi impegnate nel progetto di Media Education che si è tenuto dal 22 dicembre 2007 al 5 gennaio 2008 in 5 villaggi del sud del Libano.

“Iraq Body Count”: le vittime civili della crisi irachena seguita all’aggressione Usa sono ormai quasi 90.000