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James Joyce ritorna in Irlanda

Da “Avvenire” di oggi

L’entrata nel pubblico dominio delle opere di James Joyce, ormai due anni fa, ha dato nuovo impulso anche in Italia agli studi sul grande autore irlandese. La rinnovata attenzione nei suoi confronti ha prodotto nuove traduzioni di quello che è considerato il suo capolavoro, Ulysses, realizzate prima da Enrico Terrinoni per Newton Compton, poi da Gianni Celati per Einaudi. Ma ha anche favorito una rilettura critica del corpus letterario joyceano con una particolare attenzione alle esigenze del lettore comune. Gli studiosi hanno riservato riscontri molto lusinghieri in particolare all’Ulisse tradotto da Terrinoni, validandone non solo l’accuratezza e la vitalità, ma anche la filosofia di fondo con la quale è stata compiuta la nuova trasposizione, il cui obiettivo era quello di “restituire Joyce al popolo”, liberandolo una volta per tutte da quell’aura di illeggibilità che lo imprigionava da sempre. E allora chi, meglio dello stesso Terrinoni, poteva fornire al pubblico italiano una guida alla rilettura di questo grande classico della letteratura del XX secolo? Nei prossimi giorni uscirà Attraverso uno specchio oscuro. Irlanda e Inghilterra nell’Ulisse di James Joyce (Universitas Studiorum), un volume che rappresenta un inedito assoluto, almeno per gli studi joyceani in Italia.
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Ulysses, una nuova traduzione italiana per il capolavoro di Joyce

Intervista uscita oggi su Avvenire

Un curioso gioco del destino accomuna Giulio De Angelis, il traduttore e saggista diventato famoso per la prima e finora unica versione italiana di Ulysses, ed Enrico Terrinoni, curatore della nuova trasposizione: entrambi hanno ultimato la traduzione del capolavoro di James Joyce a 35 anni. L’impresa di De Angelis, spentosi nel 2000, fu data alle stampe da Mondadori nel 1960 e dopo mezzo secolo presenta inevitabilmente qualche segno del tempo. Inoltre, a detta di molti critici, non è riuscita a cogliere fino in fondo lo humour di Joyce. Quella di Terrinoni, che uscirà il 5 gennaio per Newton Compton, è resa in un italiano più moderno, che vuole dare la giusta importanza alla componente linguistica e culturale irlandese. Docente di letteratura inglese all’Università di Perugia, già autore di numerosi scritti su Joyce, Terrinoni ha impiegato quattro anni di lavoro a tempo pieno per ultimare l’opera.
Professor Terrinoni, cosa si prova ad affrontare la traduzione di un testo così monumentale e complesso?
In passato ho tradotto autori difficili come Spark, Burnside, Behan e altri, ma con Joyce siamo su un altro pianeta. Tradurre Ulisse prevede una conoscenza puntuale di nove decenni di critica, senza i quali sarebbe “intraducibile”. Mi hanno aiutato i tanti anni a Dublino e le ricerche per la tesi di dottorato su Ulysses, lavorando con Declan Kiberd, curatore del testo per la Penguin e allievo del biografo di Joyce, Richard Ellmann; ma sono stati fondamentali anche gli studi condotti in Italia nell’ambito della scuola joyciana di Giorgio Melchiori, ora proseguita da Franca Ruggieri. Melchiori fu uno dei consulenti di De Angelis, entrambi grandi traduttori. Il mio lavoro tenta di emanciparsi da quell’impresa pionieristica, ma non posso non riconoscere un debito nei confronti di quegli studiosi. Continua la lettura di Ulysses, una nuova traduzione italiana per il capolavoro di Joyce