Archivi tag: nazionalisti

Cosa canteremo il 4 novembre?

La decisione del governo italiano di celebra­re con grande rilievo il 90° della vittoria nel­la Prima guerra mondiale e di valorizzare il 4 no­vembre come simbolo accanto al 25 aprile si pre­sta a una serie di riflessioni critiche ben sintetizzate due giorni fa da Franco “Bifo” Berardi su “Liberazione”.


Il Ministro della Difesa ha dato disposizione che il 4 novembre in duecento scuole superiori si tengano discorsi di persone inviate dall’esterno per celebrare quel giorno che sui calendari è segnato come il giorno delle Forze Armate, e nella retorica patriottarda viene definito come il giorno della vittoria. Davvero il 4 novembre è un giorno da festeggiare? C’è qualcosa di cui andare orgogliosi in quella orrenda inutile carneficina che fu la prima guerra mondiale? C’è qualcosa della partecipazione italiana alla prima guerra mondiale di cui andare orgogliosi? In quali condizioni quella guerra si svolse? Perché l’Italia partecipò a quella guerra? Perché l’Italia scelse di partecipare dalla parte dell’Inghilterra e della Francia piuttosto che dalla parte dell’Austria e della Germania, con cui aveva da tempo stretto un’alleanza? Quanti italiani morirono in quella bella guerra? E quali furono gli italiani che si arricchirono con quella guerra? E quanti degli italiani che si arricchirono presero parte attiva in quella guerra? Continua la lettura di Cosa canteremo il 4 novembre?

Una mappa per i murales politici di West Belfast

La prima piantina dettagliata di oltre 130 murales della parte ovest di Belfast è la nuova frontiera del turismo politico in Irlanda del nord. Dopo i sempre più popolari taxi neri usati per portare i turisti a visitare quelli che furono i luoghi del conflitto, dopo i ‘maiali’ (i veicoli blindati dell’esercito inglese) convertiti a mezzi goliardici per feste e cerimonie, ecco arrivare la mappa per orientarsi nel variegato universo artistico dei muri della città. Per ora l’iniziativa riguarda solo l’area nazionalista di West Belfast (la pianta in distribuzione gratuita è stata prodotta dal Failte Feirste Thiar, l’ufficio turistico di Belfast ovest), ma c’è da scommettere che presto nascerà anche la versione ‘bipartisan’. Specie dopo l’avvio del processo di trasformazione in corso in alcuni quartieri unionisti, che ha visto sostituire i murales più violenti e settari con immagini molto più rassicuranti di scrittori (come C.S. Lewis) e personaggi dello sport (come George Best).

“I muri di Belfast”: galleria di foto dei murales della città

Stanno per cadere i muri di Belfast?

100_0446.jpg

Chiunque abbia visitato Belfast in tempi recenti non può non essersi imbattuto nella cosiddette “peacelines”, denominazione eufemistica e involontariamente ironica per definire le terrificanti barriere di cemento e lamiera che continuano a dividere i quartieri cattolico-nazionalisti da quelli unionisti-protestanti). Dieci anni dopo la firma dell’Accordo che ha concluso il conflitto, pur di fronte a una pace effettiva ed ‘esemplare’, la città continua a essere divisa da una quarantina di questi veri e propri “muri”, indispensabili per evitare violenze tra le due comunità (lanci di sassi e bottiglie incendiarie sono tuttora all’ordine del giorno).100_0448.jpg

Il primo fu eretto nel 1969, l’ultimo appena questa estate per proteggere la scuola elementare mista di Hazelwood. Secondo politici, amministratori locali e vari opinion leader la popolazione continuerebbe a volerli per motivi di sicurezza. Eppure alcune settimane fa un sondaggio indipendente effettuato da un’organizzazione di irlandesi d’America ha ribaltato completamente questa convenzione: l’80% degli intervistati dice che è l’ora di eliminare gli ultimi muri che ostacolano la pace. Dimostrando che forse sono proprio queste barriere fisiche e culturali a inibire l’integrazione.