Archivi tag: mcguinness

L’Irlanda unita? “Forse già nel 2014”

mcguinnessLa riunificazione dell’Irlanda potrebbe diventare realtà nel 2014. E’ quanto  ha affermato ieri Martin McGuinness, ex membro di spicco della Brigata dell’I.R.A. di Derry negli anni ’70 e attuale vice primo ministro dell’Irlanda del Nord criticato da molti suoi ex compagni. “Stiamo lavorando per raggiungere quest’obiettivo nell’arco dei prossimi cinque anni”, ha detto a Belfast durante la presentazione di un’opera artistica commemorativa della Rivolta di Pasqua del 1916. Finora il più ottimista nei confronti della riunificazione del paese era stato il suo compagno di partito Gerry Adams, il quale da tempo ipotizza come scadenza il 2016, giusto in tempo per il centenario dell’insurrezione di Pasqua, momento  storico cruciale del repubblicanesimo irlandese contemporaneo. “Purtroppo – ha spiegato McGuinness – oggi l’Irlanda non ha ancora raggiunto gli ideali espressi dalla Dichiarazione del 1916. Abbiamo ancora molto lavoro da fare in questo senso ma questa continua a essere una fonte d’ispirazione per noi e per coloro che amano la libertà in tutto il mondo”. “La creazione di un governo con gli unionisti –  ha aggiunto – è parte della strategia del Sinn Fein per riunificare l’isola. I leader della rivolta di Pasqua avrebbero senz’ltro voluto vedere la nascita di istituzioni congiunte tra le due parti dell’Irlanda come il consiglio interministeriale”.
Certo McGuinness non ha scelto un momento a caso per pronunciare parole che suonano come una promessa e come un invito alla calma nei confronti di molti suoi ex compagni di lotta. Da tempo oggetto di critiche feroci da parte dei dissidenti repubblicani contrari all’Accordo del 1998, il vice primo ministro è stato oggi anche minacciato di morte in un comunicato della Real Ira.

Nessun mea culpa inglese per l’Irlanda. Neanche sulla “Bloody Sunday”

Dieci anni di pace non sono bastati per convincere finalmente Londra che è tempo di ammettere le proprie gravissime responsabilità storiche sulla guerra che ha devastato l’Irlanda del nord per circa trent’anni. E’ quanto si evince dal libro appena uscito scritto dal diplomatico inglese Jonathan Powell, braccio destro e ‘uomo ombra’ di Tony Blair durante tutto il processo di pace anglo-irlandese. La versione della storia è purtroppo la solita di sempre: il governo inglese – con i suoi soldati e le sue forze di polizia che torturavano e ammazzavano civili – avrebbe svolto un ruolo di pacificazione. La guerra sarebbe stata causata soltanto dai soliti ‘terroristi’ e dagli ‘odi ancestrali tra le comunità irlandesi’. Un delirio che vale, manco a dirlo, anche per le 14 vittime della “Bloody Sunday” del 1972. Se non fosse tragico, sarebbe tutto da ridere. Sembra proprio che il tempo, tra i palazzi del potere di Downing street, sia trascorso invano.

Approfondimenti nell’articolo uscito oggi su “Avvenire”.

La fine della Storia in Irlanda del nord

Non potevo non inaugurare questo blog con una notizia che giunge dall’ultima colonia inglese. Tanto piu’ che gli sviluppi di questi ultimi mesi stanno chiudendo gradualmente il cerchio sugli ultimi 40 anni del conflitto anglo-irlandese. Il “Modello Belfast”, come ci ha confermato uno dei protagonisti del processo di pace, rappresenta ormai un esempio virtuoso di risoluzione dei conflitti a livello internazionale. Da mesi i due ex “falchi” delle opposte fazioni Paisley e McGuinness (premier e vicepremier del nord Irlanda) si fanno fotografare sorridenti e felici in giro per il mondo, neanche fossero Sarkozy e Carla Bruni.

mcpaisley2.jpgCon il recente annuncio delle prossime dimissioni dell’ormai ottuagenario Paisley dalla vita politica si sono sprecati i commenti, gli editoriali e i necrologi politici. Ma non potevamo non trasalire nel leggere cosa ha scritto di lui Gerry Adams sul Guardian di ieri