Archivi tag: lavori forzati

Addio allo scrittore che provò ad abolire la pena di morte

Scrittore prolifico e instancabile attivista per i diritti umani, Anatoly Pristavkin ha interrotto a 76 anni la sua personale battaglia per l’abolizione della pena di morte in Russia. Aveva ottenuto risultati straordinari.

Da bambino finì in carcere per aver rubato un po’ di verdura ma la brutta esperienza si rivelò quasi uno scherzo, in confronto a quello fu costretto a passare negli anni più duri del secondo conflitto mondiale. Come tanti orfani dell’allora Unione Sovietica visse una giovinezza fatta di lavoro, stenti e paura. Nato nel 1931 da una famiglia poverissima dei bassifondi di Mosca, rimase senza genitori a undici anni e fu subito mandato a lavorare in una fabbrica di conservazione di cibi in scatola. Più tardi, in uno dei suoi romanzi di maggior successo, provò a restituire una dimensione letteraria a quell’esperienza: “l’unica cosa che potevamo definire ‘nostra’ eravamo noi stessi e le nostre gambe, sempre pronte a correre via nel caso accadesse qualcosa. E le nostre anime, anche se tutti ci ripetevano che non le avevamo”. Quasi tutti i ventisei romanzi che ne hanno solcato l’intensa attività di scrittore portano i segni della povertà e della disperazione vissuta in gioventù, prima manovale poi operaio della centrale elettrica di Bratsk, in Siberia. La laurea e i primi successi letterari non gli avevano fatto dimenticare quel mondo e la necessità di impegnarsi a fondo per i diritti umani. Nei giorni della caduta del regime sovietico è alla testa del Comitato di Aprile, un gruppo di cinquecento intellettuali che vogliono promuovere la democrazia e la crescita sociale. Continua…