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Ruanda, la testimone del genocidio al teatro della Limonaia di Sesto F.no

yolandeLa scrittrice Yolande Mukagasana, tra i principali testimoni del genocidio in Ruanda, sarà nei prossimi giorni in Italia per prendere parte a un’iniziativa che si terrà sabato 29 novembre al teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino (FI). Tragicamente colpita nei propri affetti e scampata quasi per miracolo alla mattanza che nell’aprile 1994 causò la morte di circa un milione di persone, la donna racconterà la propria storia e quella dei sopravvissuti nell’iniziativa intitolata “Silence for Rwanda. Memoria di un genocidio”. La serata (inizio ore 21) sarà aperta da una performance di e con Niccolò Rinaldi, segretario generale aggiunto al Parlamento Europeo, tratta dal libro “L’invenzione dell’Africa. Un viaggio, un dizionario” e accompagnata dai video e dalle musiche di Claudio Boncompagni. Seguirà l’incontro con Yolande Mukagasana, autrice di “La morte non mi ha voluta”, “Ruanda 1994” e del recente “Le ferite del silenzio”, una donna che continua a lottare per la memoria e la riconciliazione nel suo paese e nei luoghi di conflitto. L’iniziativa inaugurerà il programma di iniziative organizzate dal Comune di Sesto Fiorentino in occasione del 60° anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani.

“Silence for Rwanda. Memoria di un genocidio”
Sabato 29 novembre ore 21
Teatro della Limonaia
via Gramsci 426, Sesto Fiorentino (FI)
Ingresso libero

Come raggiungere il teatro

Tutti in carcere senza accusa…per 42 giorni

Dalla scorsa settimana chi è sospettato di terrorismo in Gran Bretagna potrà essere detenuto fino a un massimo di 42 giorni senza alcuna accusa formale. Il parlamento ha approvato con una stretta maggioranza la controversa nuova misura contenuta nella legge antiterrorismo 2008 fortemente voluta dal premier Brown. Negli ultimi otto anni il periodo di detenzione senza accusa per i sospetti di terrorismo è aumentato costantemente per le leggi britanniche: nel 2000 si poteva trattenere un sospetto per 48 ore estendibili a 7 giorni con il permesso del tribunale. Nel 2003 la nuova legge antiterrorismo ha portato quel massimo 14 giorni, poi nel 2006 agli attuali 28. Finora la polizia inglese ha rilasciato senza alcuna accusa oltre la metà dei fermati. Critici, nei confronti del provvedimento, molti deputati conservatori, secondo i quali l’estensione a sei settimane della detenzione senza accusa è una violazione palese della Magna Carta, che aveva istituito l’habeas corpus: il diritto a non essere detenuto arbitrariamente. Anche la più recente Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (che quest’anno compie 60 anni) aveva stabilito nel suo articolo 9 che “nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato”. Ma nel cuore della democratica vecchia Europa non esistono scrupoli nel sacrificare ulteriormente, sull’altare della guerra al terrorismo, uno dei più importanti strumenti per la salvaguardia della libertà individuale contro l’azione arbitraria dello stato.

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: 60 anni di promesse infrante

Ci sarà ben poco da festeggiare, il prossimo 10 dicembre, quando ricorrerà il 60esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Nel suo ultimo Rapporto Annuale, Amnesty International ha elencato, in modo molto eloquente, lo stato dell’arte dell’attuazione delle singole promesse della carta dei Diritti.

Articolo 1
“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”.
Nel 2007: in Egitto, nei primi sei mesi, 250 donne sono state assassinate dal marito o da altro familiare; ogni ora sono stati commessi, in media, due stupri.

Articolo 3
“Ogni persona ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona”.
Nel 2007: sono state eseguite almeno 1252 condanne a morte in 24 paesi.

Articolo 5
“Nessuna persona potrà essere sottoposta a tortura o a trattamento o a pene crudeli, inumane o degradanti”.
Nel 2007: Amnesty International ha documentato casi di tortura o altri trattamenti crudeli, inumani e degradanti in almeno 81 paesi.

Articolo 7
“Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, a un’eguale tutela da parte della legge”.
Nel 2007: Amnesty International ha evidenziato legislazioni discriminatorie contro le donne in almeno 23 paesi, contro i migranti in almeno 15 paesi e contro le minoranze in almeno 14 paesi.

Articolo 9
“Nessuna persona potrà essere arbitrariamente arrestata, detenuta o esiliata”.
Nel 2007: alla fine dell’anno, almeno 600 persone erano in carcere senza accusa, processo o revisione giudiziaria nella base aerea statunitense di Bagram, in Afghanistan, e 25.000 erano quelle detenute dalla Forza multinazionale in Iraq.

Articolo 10
“Ogni persona ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, a un’equa e pubblica udienza davanti a un tribunale indipendente e imparziale”.
Nel 2007: Amnesty International ha riscontrato procedimenti giudiziari iniqui in 54 paesi.

Articolo 11
“Ogni persona accusata di un reato è presunta innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente”.
Nel 2007: alla fine dell’anno, circa 270 delle 800 persone trasferite a Guantánamo Bay dal 2002 erano ancora detenute senza accusa né procedimento legale corretto.

Articolo 13
“Ogni persona ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato”.
Nel 2007: oltre 550 postazioni militari e altri blocchi imposti da Israele hanno limitato o impedito il movimento dei palestinesi all’interno della Cisgiordania.

Articolo 18
“Ogni persona ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione”.
Nel 2007: Amnesty International ha registrato prigionieri di coscienza in 45 paesi.

Articolo 19
“Ogni persona ha diritto alla libertà di opinione e di espressione, […] di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo ai confini”.
Nel 2007: Amnesty International ha riscontrato leggi limitative della libertà d’espressione e di stampa in 77 paesi.

Articolo 20
“Ogni persona ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica”.
Nel 2007: migliaia di persone sono state arrestate durante la repressione delle proteste pacifiche di Myanmar; secondo Amnesty International, alla fine dell’anno erano in carcere circa 700 prigionieri di coscienza.

Articolo 23
“Ogni persona ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro […] e di fondare dei sindacati e di aderirvi”.
Nel 2007: almeno 39 sindacalisti sono stati assassinati in Colombia; nei primi quattro mesi del 2008 i morti sono stati già 22.

Articolo 25
“Ogni persona ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia […] La maternità e l’infanzia hanno diritto a speciali cure e assistenza”.
Nel 2007: il 14 per cento della popolazione del Malawi era affetta dal virus dell’Hiv/Aids e solo il 3 per cento di essa aveva accesso a farmaci anti-retrovirali gratuiti. Un milione di bambini era stato reso orfano per cause mortali collegate all’Hiv/Aids.