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“Vietato parlare dei desaparecidos”. Le carte segrete che accusano Londra

Riaffiorano dagli archivi britannici le comunicazioni fra l´ambasciata di Buenos Aires e il Foreign Office. Il governo laburista sapeva delle atrocità commesse dalla giunta di Videla, ma fece prevalere la ragion di Stato.
(di Omero Ciai)

Fu uno sterminio sotto gli occhi di tutti quello che permise ai militari argentini dopo il 24 marzo del 1976 di far sparire nei campi di concentramento migliaia di giovani oppositori, spartirsi i loro beni e sequestrare i loro figli. Sotto gli occhi delle democrazie occidentali. E dell´Urss, che appoggiò la dittatura di Jorge Rafael Videla perché aveva un disperato bisogno del suo grano, e costrinse i partiti fratelli – Pci compreso – a disinteressarsi del massacro in corso. Una indifferenza che i documenti trovati negli archivi nazionali britannici di Kew Gardens dal ricercatore Mario J. Cereghino rivelano in tutta la sua tragica dimensione. Riguardano le comunicazioni tra l´ambasciata a Buenos Aires e il Foreign Office fra il ‘77 e il ‘79. Oggi, dopo l´annullamento delle leggi di amnistia e indulto per i militari coinvolti nella “guerra sporca”, e la riapertura dei processi, possono contribuire, insieme a quelli conservati negli Stati Uniti, alla ricerca della verità sul numero delle vittime e sull´identità dei neonati sottratti ai genitori desaparecidos. Continua la lettura di “Vietato parlare dei desaparecidos”. Le carte segrete che accusano Londra

Arrestato il pilota dei “voli della morte” argentini

pochLa polizia spagnola ha arrestato Julio Alberto Poch, 57 anni, pilota di linea della compagnia olandese Transavia, sospettato di essere coinvolto nella “guerra sporca” scoppiata in Argentina tra il 1976 e il 1983. Gli agenti iberici lo hanno catturato durante una sosta del suo volo, diretto ad Amsterdam, all’aeroporto di Valencia Manises. Sono bastati solo quaranta minuti ai poliziotti che, dopo aver contattato l’Interpol, hanno fatto scattare le manette ai polsi di Poch. Secondo gli inquirenti l’uomo sarebbe sospettato di aver partecipato in qualità di pilota ai cosidetti “voli della morte” durante i quali i prigionieri politici dei militari argentini venivano narcotizzati e gettati in mare dall’aereo. Durante i sette anni di governo della giunta militare in Argentina circa trentamila civili sono morti o dichiarati “desaparecidos”. Le autorità hanno rivelato che Poch, che possiede la doppia nazionalità olandese e argentina, sia stato un pilota militare della famigerata Scuola di Meccanica Navale di Buenos Aires che fra l’altro è stato uno dei più grandi centri di detenzione e tortura del regime militare argentino. Nel 2005 la Corte Suprema Argentina ha dichiarato illegittime le leggi di amnistia che avevano protetto da possibili procedimenti penali coloro che al tempo violarono i diritti dell’uomo.

L’infinita catarsi argentina

E’ passato più di un quarto di secolo, ma la storia dei desaparecidos argentini resta aperta, non solo perché i loro corpi non sono stati mai ritrovati, ma soprattutto perché migliaia di torturatori e responsabili di atrocità restano impuniti, minacciano e a volte ritornano a operare, come nel caso di Jorge Julio Lopez, fatto sparire nel 2007. Il passato si fa presente ogni giorno. I giornali riportano notizie, ritrovamenti, denunce, scoperte, anniversari e processi. Un profondo dolore attraversa la società argentina, un dolore che non si placa e non ha mai accettato compromessi. Il bel libro di Orlando Baroncelli “Su la testa, Argentina!” (Libri Liberi, 2009), che tenta di raccogliere e articolare questa storia mai conclusa, sarà presentato il 19 maggio alle 17 presso la Biblioteca delle Oblate di Firenze (Via dell’Oriuolo 26). Con l’autore ci saranno Bruno D’Avanzo del Centro America Latina, Simone Siliani di “Testimonianze” e Moreno Biagioni dell’Archivio dei Movimenti di Quartiere di Firenze.

Giorno della Memoria, ecco lo speciale “Diario” del 2009

memoria09È uscito oggi il numero di “Diario” dedicato al Giorno della Memoria. Una consuetudine preziosa che si rinnova ormai da alcuni anni. Centocinquanta pagine da leggere e ricordare, possibilmente anche da diffondere, soprattutto tra i più giovani. Chi scrive vi ha contribuito con il pezzo dal titolo “In lutto contro Hitler e Videla”.