Vent’anni fa, quelle tre esecuzioni a Gibilterra

L’8 marzo 1988 tre cittadini irlandesi, Mairead Farrell, Dan McCann e Sean Savage, furono crivellati di proiettili dalle teste di cuoio britanniche. L’esecuzione sommaria ordinata dal governo di Londra fu compiuta in pieno giorno, in una strada dell’isola di Gibilterra. I tre volontari dell’I.R.A. erano disarmati e le perizie balistiche hanno dimostrato che gli uomini dei Sas non intimarono loro di arrendersi prima di sparare. Sulla vicenda il governo britannico è stato anche condannato dalla Corte europea per i Diritti Umani nel 1995. Il ventennale della morte dei tre giovani viene celebrato con grande commozione in Irlanda del nord.

2 commenti su “Vent’anni fa, quelle tre esecuzioni a Gibilterra”

  1. Oggi ricorre l’anniversario di un altro genocidio purtroppo ancora “in corso” quello del popolo tibetano che da 49 anni è sottoposto a continue e violente violazioni dei suoi diritti fondamentali.Genocidio che non è quasi mai ricordato perchè, come diceva un vecchio slogan di AI la Cina è vicina e, aggiungo io, fa paura. La Cina fa paura perchè ha un’economia forte e in continuo sviluppo e inoltre offre spazi sempre più appetibili alle grandi imprese che hanno necessità di acquisire nuove quote di mercato.E’ di qualche giorno fa la notizia (riportata solo da qualche quotidian0 quasi in sodina) che il presidente USA GBush ha tolto la Cina dalla lista dei Paesi che violano i diritti umani.Come se bastasse solo questa operazione “di facciata” per trasformare la realtà vergognosa di uno Stato.Gli uomini dimenticano o forse semplicemente preferiscono non guardare ciò che accade intorno alle loro vite. Ma la storia è un’implacabile maestra e a volte 2urla” per obbligarci a ricordare e a guardare quello che è accaduto e quello che accade e così arrivano le immagini della violenta repressione di un popolo che cerca disperatamente di affermare il suo diritto ad essere libero ad essere se stesso.Questa volta cerchiamo di non dimenticare,sforziamoci di tenere ferme nel nostro cuore quelle immagini per ricordarcene quando il Dalai Lhama viene in Italia e il nostro presidente del Consiglio e Benedetto XV si rifiutano di riceverlo per “ragioni di opportunità politica”.
    Ciao
    Graziella Mattaliano

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