Le ceneri di Frank

mccourt

 
“Francis Scott Fitzgerald diceva che non ci sono secondi atti nelle vite americane. Penso di aver provato che si sbagliava”. Frank McCourt commentò così, in un’intervista, la sua esistenza nella quale avevano trovato spazio non due, ma addirittura tre vite distinte. Prima un’infanzia dickensiana a Limerick, nei bassifondi d’Irlanda, anni di fame e miseria, segnati dal padre alcolista e dalla morte dei tre fratelli minori. Poi una brillante carriera da insegnante anticonformista nelle scuole pubbliche di New York, infine l’ultimo atto, che lo vide diventare un fenomeno letterario internazionale grazie a “Le ceneri di Angela”, il romanzo autobiografico sulla sua infanzia che venderà in poco tempo milioni di copie, sarà pubblicato in trenta lingue e portato al cinema da Alan Parker. Frank McCourt, morto due giorni fa a 78 anni stroncato da una meningite, era diventato autore di best-seller da pensionato, smessi i panni dell’insegnante indossati per oltre trent’anni nelle high school di Manhattan. Dopo il fortunato debutto – col quale si era aggiudicato nel 1997 premi prestigiosi come il Pulitzer e il National Book Critics Circle – aveva proseguito il racconto della sua vita con “Che paese, l’America”, “Ehi, Prof!” e con il commovente racconto per bam­bini “Angela e Gesù Bambino” (tutti pubblicati in Italia da Adelphi). Narratore straordinario, McCourt è stato probabilmente l’unico scrittore moderno capace di raccontare con un soffice e originalissimo umorismo le miserabili condizioni di vita degli irlandesi nella prima metà del secolo. Riuscendo a renderle una metafora universale della povertà mondiale. Non ha voluto funerali, sarà cremato e le sue ceneri saranno disperse nello Shannon.
RM

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