In difesa di Mimmo Lucano. A prescindere

di Ascanio Celestini

Lo chiedo a tutti. Ai commentatori dei social che in maniera pidocchiosa si mettono a elencare le norme infrante da Mimmo Lucano. Lo fanno col ghigno di chi ha pizzicato il ragazzino mentre ruba le caramelle. Lo chiamano “pasticcione”. Il giornalista sfacciatamente di destra scrive che il sindaco ha falsificato i documenti, mentre il commentatore più perbenista scrive che dava ai “clandestini” dei “documenti farlocchi”. E adesso che hai corretto il compitino con la matita rossa: da quale parte stai?
Chiediamo ai sindaci di venire a conoscere le condizioni reali della città che amministrano, di incontrare le persone e affrontare i loro problemi, di intervenire in maniera efficace, di snellire la burocrazia e agire in maniera umana. Glielo chiediamo quando abbiamo problemi con l’immondizia, i mezzi pubblici scassati e le buche. Ma a Riace i problemi sono più importanti. A Riace c’era un sindaco che dava una casa a chi non l’aveva. Gli trovava un lavoro. Gli dava l’opportunità di ottenere un permesso. Gli salvava letteralmente la vita. Oggi ci accorgiamo che l’ha fatto mettendo in secondo piano delle regole. Se le avesse rispettate tutte non starebbe in tribunale. Ma certamente non avrebbe risolto i problemi della sua gente: indigena e forestiera. Adesso è sul banco degli imputati e io chiedo a tutti: da che parte stai?
Non voglio fare il paragone con l’esito dei processi sulle stragi e i colpi di stato. Non lo faccio perché ho il voltastomaco. Mi concentro su questo e chiedo: una sentenza che raddoppia le richieste dell’accusa ti sembra normale? Tocca a tutti noi cittadini intervenire. Mi pare evidente che Mimmo Lucano non ha tratto alcun beneficio personale.
Quando l’ho incontrato in Calabria (in occasione del Riace in festival 2019) non poteva tornare a Riace. Era stato bandito! Una misura che sembra arrivare direttamente dall’antichità. E mi ha raccontato di una festa per la quale gli avevano chiesto una sala del comune. Mi pare fosse un compleanno, ma non è importante. Non si trovavano le chiavi del lucchetto e semplicemente presero un paio di cesoie e entrarono. Perché la sala del comune non è proprietà del sindaco o della giunta: è di tutti. Dunque quel lucchetto era un impedimento e doveva essere rimosso. Penso che Lucano abbia ragionato in questo modo. Sempre. Penso che abbia fatto saltare tanti lucchetti e tagliato molte catene. Penso che abbia violato la legge e questo è un bene. Perché ha messo in luce i limiti della legge. Io so da quale parte stare. E tu?

(da Comune.info)

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