Lo stalinismo cancellato

La prestigiosa Ong Memorial ha subito un’irruzione nella sua sede di San Pietroburgo e il sequestro di centinaia di file relativi a decenni di storia del regime sovietico.

Per riscrivere la storia basta cancellarla. Lo dimostra l’irruzione effettuata a inizio dicembre dalla polizia russa nella sede di San Pietroburgo della Ong Memorial, che si occupa proprio di tramandare la memoria storica del Paese. I quattro operatori presenti non hanno potuto fare altro che assistere alla requisizione di file e documenti, senza poter chiamare aiuto o contattare in alcun modo il mondo esterno. Un sopruso in piena regola, visto che per ore a nessuno è stato notificato alcun mandato di perquisizione, poi finalmente esibito in merito a un’indagine sulla rivista “Novyj Peterburg”, pubblicata dalla Ong e più volte sanzionata dalle autorità locali per aver dato voce al dissenso. Nella sede di Memorial, inoltre, circa un mese fa era stato proiettato il film “La rivolta. L’affare Litvinenko” sulla vicenda dell’ex agente del Kgb assassinato in Gran Bretagna, una pellicola che in Russia era stata vietata. La perquisizione, quindi, dicono i volontari, potrebbe essere stata una sorta di rappresaglia.

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