Cannes e la “storia rimossa”

Da noi c’è chi afferma che il cinema italiano dovrebbe smetterla di occuparsi di temi scottanti della recente storia nazionale, al festival di Cannes invece sono state presentate due opere coraggiose provenienti da Israele e Gran Bretagna. “Waltz with Bashir” dell’israeliano Ari Folman e “Hunger” dell’inglese Steve McQueen affrontano senza timori due “buchi neri” del passato dei rispettivi paesi: il massacro di Sabra e Chatila e la storia della prigione di Maze a Belfast, dove Bobby Sands e altri nove giovani irlandesi morirono dopo un lungo sciopero della fame. Due film che costringono gli spettatori a fare i conti con una memoria che spesso tende a rimuovere i fatti più spiacevoli. Il film di Folman denuncia l’accondiscendenza con cui gli israeliani hanno permesso alle truppe dei falangisti di compiere il massacro di Sabra e Chatila.

Steve McQueen invece costringe lo spettatore a guardare la condizione inumana degli irlandesi detenuti a Maze, la violenza dei carceriere inglesi, i pestaggi e la lenta agonia di Bobby Sands (impersonato da Michael Fassbender, nella foto). “Hunger” obbliga a guardare e a ricordare.

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