“L’altro” 11 settembre, 35 anni dopo

Cerimonie in Cile per commemorare il 35° anniversario della morte del leader di Unidad Popular, Salvador Allende. La sala del palazzo presidenziale della Moneda dove morì l’11 settembre 1973 durante il golpe di Augusto Pinochet diventerà per il Cile un luogo emblematico di memoria. A dichiararlo è stata la presidente Michelle Bachelet, inaugurando il Salon Blanco Presidente Salvador Allende, appena restaurato, insieme alla deputata Isabel Allende e a Carmen Paz, figlie dell’ex capo dello Stato cileno, sostenendo che «questo spazio sarà un luogo di incontro e riflessione» contro il tentativo dei militari golpisti di «cancellare la memoria e la storia». Il sindaco di Santiago del Cile, Alvaro Erazo, poi ha reso omaggio con una targa alle vittime del Servizio di sicurezza presidenziale (Gap), definite «dieci uomini che credettero in una società più giusta». Associazioni per i diritti umani e di familiari delle vittime hanno visitato il monumento in ricordo di Allende eretto vicino al palazzo presidenziale e la celebre porta della facciata est della Moneda, da dove fu fatto uscire il cadavere di Allende, e che Pinochet fece poi murare.
In serata  militanti del Movimento patriottico Manuel Rodriguez si sono recati verso lo stadio dedicato al cantautore Victor Jara assassinato dai militari che simbolicamente gli mozzarono le mani con le quali suonava la chitarra.  Durante la giornata ci sono state anche commemorazioni di segno contrario. Nella Scuola militare della capitale, infatti, alla presenza di ex ufficiali a riposo si è tenuta una messa in ricordo di Pinochet e dei caduti tra le file dei suoi sostenitori.

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