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Ciao Enzo

Firenze piange don Mazzi, il parroco del dissenso, animatore per quattro decenni della Comunità dell’Isolotto, uno dei grandi quartieri popolari fiorentini. Era l’ultimo erede di una corrente di pensiero che ha annoverato laici e religiosi come Giorgio La Pira, Ernesto Balducci e Lorenzo Milani, era stato tra gli animatori del cattolicesimo di base degli anni ’60.
La Comunità abolì la separazione fra ricchi e poveri, clero e laici: in canonica furono alloggiati tre nuclei familiari, ex carcerati, disabili. La Comunità solidarizzava con quell’area cattolica che non si riconosceva più nella Dc. Don Mazzi contribuì a realizzare dentro la canonica un asilo, una piccola fabbrica, un laboratorio per invalidi. Le sue posizioni erano sempre più in contrasto con la curia fino ad arrivare allo scontro dell’autunno del 1968 quando un’assemblea della Comunità richiamò 10mila persone e la vicenda divenne un caso internazionale. Il cardinale Ermenegildo Florit, decise di reprimere duramente il dissenso: intimò a Mazzi e ai suoi collaboratori di lasciare la chiesa sostituendolo con un nuovo parroco. Cinque sacerdoti e tre laici furono incriminati dalla magistratura.

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La prima candelina

Oggi questo blog compie un anno. Per abitudine e per semplicità ci piace continuare a chiamarlo così, anche se di fatto non è mai diventato un blog nel senso letterale del termine, rimanendo un piccolo spazio di informazione autopensato e autoprodotto. Ciononostante, i contatti continuano a crescere in modo abbastanza significativo per un sito completamente artigianale: nel gennaio scorso ha superato i 3.000 contatti mensili e in un anno gli accessi sono stati in media circa 65 al giorno. Un ringraziamento è doveroso nei confronti di chi in questo primo anno di vita di “Memoriastorica” è tornato più volte su queste pagine, ha lasciato commenti, o chi ha inviato contributi scritti. E a tutti quelli che in generale hanno ritenuto questo spazio interessante, magari anche non condividendo l’impostazione politica e le idee del suo autore.