Sulla Siria l’oblio dei giganti del web

Avvenire, 29 aprile 2021

Quando nel 2010 fuggì da Damasco, pochi mesi prima dell’inizio della rivoluzione in Siria, il giornalista Hadi al-Khatib non immaginava che sarebbe riuscito a lasciare il segno nella storia del suo Paese anche da lontano. Si stabilì a Berlino e da lì iniziò a seguire con apprensione i tragici sviluppi bellici che avrebbero devastato la Siria negli ultimi dieci anni. Il regime di Bashar al-Assad ha imbavagliato la stampa impedendo l’accesso alle telecamere dei media ma migliaia di giovani siriani si sono improvvisati citizen journalist, filmando quello che accadeva con i loro cellulari e raccontandolo attraverso i social network. Continua a leggere “Sulla Siria l’oblio dei giganti del web”

Il “cold case” dei bambini raggela l’Irlanda

Il Venerdì di Repubblica, 12 marzo 2021

Nel gennaio scorso, dopo un ritardo dovuto alla pandemia, l’Irlanda ha scoperchiato definitivamente il vaso di Pandora sulla più terribile memoria rimossa del suo recente passato. Il rapporto finale della commissione governativa sulle Mother and Babies Homes ha certificato che tra il 1922 e il 1998 quegli orfanotrofi dell’orrore finanziati dallo Stato ebbero un tasso di mortalità infantile elevatissimo a causa della malnutrizione, delle malattie e della miseria. Negli istituti oggetto delle indagini morirono oltre novemila bambini concepiti fuori dal matrimonio – molti dei quali vennero sepolti in clandestinità – mentre le madri furono oggetto di ripetute violenze e abusi. Le conclusioni del rapporto hanno però scontentato i sopravvissuti, perché affermano che non esistono prove sufficienti a dimostrare che i bambini siano stati sottratti alle madri con la forza. Nelle prossime settimane lo Stato irlandese e gli ordini religiosi saranno sommersi da decine di cause legali intentate dalle vittime. Continua a leggere “Il “cold case” dei bambini raggela l’Irlanda”

Quei piccoli deportati riemersi dalla storia

Avvenire, 20 gennaio 2021

Solo in età adulta Jackie Y. scoprì di aver trascorso la sua prima infanzia in un campo di concentramento. La sua memoria infantile aveva cancellato tutto, spazzando via i ricordi dei suoi primi due anni di vita. I suoi genitori adottivi l’avevano cresciuto senza rivelargli mai le sue vere origini. Neanche un cenno a quanto accaduto durante la guerra. Quando decise di sposarsi, Jackie si mise a cercare la documentazione sulla sua madre biologica e scoprì che il suo vero nome era Jakob Jona Spiegel, era nato a Vienna nel 1942 ed era finito quasi subito nel campo di concentramento nazista di Theresienstadt. In Gran Bretagna l’avevano portato nel 1945 insieme a un gruppo di giovanissimi sopravvissuti all’Olocausto. Continua a leggere “Quei piccoli deportati riemersi dalla storia”

Irlanda del Nord, un sopruso che dura da 100 anni

Avvenire, 10 gennaio 2021

È curioso che il centenario della divisione dell’Irlanda cada proprio nell’anno in cui entra in vigore la Brexit con le sue inevitabili conseguenze sul confine interno dell’isola. Una coincidenza che di certo non favorirà una commemorazione condivisa come vorrebbe il governo britannico, che ha stanziato già oltre tre milioni di sterline per una serie di eventi e iniziative previste lungo tutto l’arco del 2021. Già prima di iniziare, le celebrazioni hanno fatto riemergere con forza il solco profondo che ancora oggi divide le due principali comunità nordirlandesi: quella cattolico-nazionalista e quella unionista-protestante. Continua a leggere “Irlanda del Nord, un sopruso che dura da 100 anni”

Craig Hodges, pioniere dell’antirazzismo nella NBA

Avvenire, 19 dicembre 2020

Il primo ottobre 1991 a Washington è una splendida giornata di sole. I Chicago Bulls, freschi vincitori del campionato Nba, sono ospiti del presidente degli Stati Uniti George Bush nei giardini della Casa Bianca. Ci sono tutti tranne Michael Jordan, già leader di una squadra che si prepara a dominare gli anni ‘90. Ma quel giorno in pochi si accorgono dell’assenza del miglior giocatore delle finali perché un suo compagno di squadra ruba la scena a tutti. In mezzo a dirigenti e giocatori in rigoroso completo scuro e cravatta spicca un uomo vestito di bianco che indossa un dashiki, la tunica tradizionale dell’Africa occidentale. Per fugare ogni equivoco Phil Jackson, allenatore dei Bulls, spiega che il ragazzo in bianco è Craig Hodges, il miglior tiratore della squadra, e lo invita a dar prova delle sue abilità. Al termine dell’esibizione, che lo vede infilare nove tiri consecutivi da tre punti nel canestro della Casa Bianca, Hodges va dal presidente e lo informa di aver consegnato alla sua segreteria una lettera scritta di suo pugno. Era un disperato appello a migliorare le condizioni di vita dei neri.
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“Io so chi sono i 3532 morti dell’Irlanda del Nord”

Venerdì di Repubblica, 4 dicembre 2020

Per salvare la memoria del più lungo conflitto europeo del ‘900 Malcolm Sutton si è sobbarcato da solo un’opera titanica, estenuante, simile a quelle dei monaci del Medioevo. Ha trascorso anni nelle biblioteche di Belfast, scandagliando meticolosamente i giornali locali, incrociando informazioni, numeri e dettagli. In alcuni casi ha raccolto anche testimonianze dirette e atti processuali. Infine ha compilato un elenco completo e definitivo delle circa 3500 vittime del conflitto in Irlanda del Nord: nomi, volti, storie e una breve descrizione delle circostanze delle morti suddivise per età, status, appartenenza confessionale e area geografica. Ma la cosa forse più sorprendente è che abbia portato a termine un’impresa simile in modo del tutto volontario, senza alcun aiuto o sostegno economico, in un’epoca in cui ancora non esistevano né Internet, né la posta elettronica. Continua a leggere ““Io so chi sono i 3532 morti dell’Irlanda del Nord””

Kosovo, anche Thaci in carcere all’Aja

Avvenire, 6 novembre 2020

La lunga e controversa parabola politica di Hasim Thaci rischia di concludersi in una cella all’Aja, dov’è stato trasferito ieri sera, un luogo già diventato il capolinea per molti leader dell’ex Jugoslavia. Il presidente kosovaro è stato costretto a dimettersi dalla sua carica dopo la conferma formale delle gravissime accuse mosse contro di lui dal procuratore della Corte speciale per il Kosovo, Jack Smith. Continua a leggere “Kosovo, anche Thaci in carcere all’Aja”

La resa dei conti

Focus Storia, ottobre 2020

Agosto 1948. Grazie a una soffiata, vengono ritrovati in un campo i resti martoriati dei conti Manzoni Ansidei: la contessa Beatrice e i figli Luigi, Giacomo e Reginaldo insieme alla domestica di famiglia. Tre anni prima erano stati prelevati dalla loro villa a Lugo di Romagna, condotti in un podere a pochi chilometri di distanza e uccisi da un gruppo di partigiani che poi avevano occultato i cadaveri. I Manzoni erano una famiglia di nobili proprietari terrieri, sostenitori del fascismo fin dagli albori, e uno dei figli della contessa aveva fatto carriera nella Repubblica di Salò. Continua a leggere “La resa dei conti”

Carla Del Ponte: “giustizia per le vittime in Siria”

Intervista al giudice Carla Del Ponte (dal libro “Libere di essere e di pensare”)

Da almeno vent’anni Carla Del Ponte è il terrore dei governanti e dei capi di stato chiamati a rispondere davanti ai tribunali internazionali per crimini contro l’umanità. La donna che ha portato alla sbarra Milosevic e Karadzic, nonché i principali responsabili del genocidio del Ruanda. Ma dopo aver trascorso gran parte della sua lunga carriera dando la caccia ai criminali di guerra, persino lei ha dovuto alzare bandiera bianca di fronte ai massacri compiuti in Siria. Un anno fa la magistrata ticinese ha lasciato polemicamente la Commissione d’inchiesta Onu sui crimini siriani. Si è ritirata dalla scena lanciando un duro atto d’accusa nei confronti della comunità internazionale. “È una vergogna”, ci dice quando la raggiungiamo al telefono nella sua natia Svizzera. Continua a leggere “Carla Del Ponte: “giustizia per le vittime in Siria””