In viaggio per Srebrenica

Erano almeno tre anni che volevo fare questo viaggio nella città martire della guerra di Bosnia. Avevo cercato in tutti i modi di esserci nel 2005, in occasione del decennale del genocidio, ma poi saltò tutto. Finché, quasi per caso, non ho avuto la possibilità di aggregarmi al viaggio organizzato dalla Fondazione Alexander Langer di Bolzano, che per il terzo anno consecutivo parteciperà alle commemorazioni dell’11 luglio. Per quel giorno, tredicesimo anniversario della mattanza di cittadini musulmani ad opera di serbi ultranazionalisti, le autorità bosniache si aspettano la presenza di decine di migliaia di persone. Nuove vittime saranno sepolte nel memoriale di Potocari, poco fuori dalla città, andando ad aggiungersi ai circa 3.000 corpi fin qui ricostruiti e riconosciuti grazie all’esame del Dna. Ma ancora devono essere riconosciuti tra i 5.000 e i 7.000 corpi, visto che a Srebrenica, l’11 luglio 1995, furono trucidati tra gli 8 e i 10.000 musulmani (ma alcune fonti parlano di più di 12.000 persone). Il viaggio organizzato dalla Fondazione – da oggi a domenica – vuol essere un momento di riflessione e di discussione, nella consapevolezza di quanto sia importante la solidarietà internazionale in una città che è tutt’ora un’enclave discriminata e che porta in sé i segni indelebili di una memoria impossibile da cancellare. Il blog si ferma per qualche giorno. Resoconti (anche fotografici) sul viaggio a partire dalla prossima settimana.

Intanto questo video recuperato da Youtube ricorda i fatti del luglio di 13 anni fa:

[youtube=http://www.youtube.com/v/HdMOG3gJvYs&hl=en&fs=1]

4 commenti su “In viaggio per Srebrenica”

  1. Un uccisione di massa è sicuramente da condannare, ma bisogna anche dire che è stata la conseguenza dei circa 3000 morti civili serbi fatti fuori dai guerriglieri di Nasir Orich (appena liberato ed indennizzato dall’Aia) nella fascia di territorio che sarebbe dovuta essere protetta dai caschi blu. E’ ovvio che il genocidio è stato provocato proprio per muovere l’opinione pubblica internazionale contro i “macellai” serbi. Infatti dopo Sebrenica la nato iniziò a supportare attivamente i bosniaci con bombardamenti ed altro. Gli 8000 di Sebrenica furono sacrificati per ricevere l’aiuto americano. Se i caschi blu avessero fatto il loro dovere proteggendo i villaggi serbi dalle incursioni dei mujaidin, sicuramente i serbi non avrebbero reagito in quel modo. Purtroppo quella è stata una brutta guerra nella quale ci hanno guadagnato solo le potenze mondiali che hanno istigato le varie etnie a scannarsi tra loro.

  2. Concordo pienamente con Imparziale.
    Aggiungo che anche la cosiddetta europa con i suoi tribunali speciali partecipa attivamente al gioco.
    Ed è un gioco tipicamente massonico.

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