La casa di Joyce rischia di diventare un ostello

Avvenire, 17 novembre 2020

Chiunque sia stato a Dublino anche solo per un giorno sa che Joyce pervade ogni angolo della città, le sue strade, le sue piazze, i suoi vicoli, i suoi pub. Sa che la sua anima si rispecchia nei percorsi e negli edifici descritti in Ulysses e in altre sue opere memorabili. È impensabile che la capitale irlandese possa rinunciare a uno dei luoghi più legati al suo figlio prediletto: eppure è proprio quanto rischia di accadere nei prossimi mesi. La municipalità di Dublino ha infatti approvato il progetto che prevede la conversione del palazzo al numero 15 di Usher Island in un grande ostello per la gioventù. Continua a leggere “La casa di Joyce rischia di diventare un ostello”

Kosovo, anche Thaci in carcere all’Aja

Avvenire, 6 novembre 2020

La lunga e controversa parabola politica di Hasim Thaci rischia di concludersi in una cella all’Aja, dov’è stato trasferito ieri sera, un luogo già diventato il capolinea per molti leader dell’ex Jugoslavia. Il presidente kosovaro è stato costretto a dimettersi dalla sua carica dopo la conferma formale delle gravissime accuse mosse contro di lui dal procuratore della Corte speciale per il Kosovo, Jack Smith. Continua a leggere “Kosovo, anche Thaci in carcere all’Aja”

Sabra e Shatila: ce lo dissero le mosche

di Robert Fisk – settembre 1982

Robert Fisk, morto ieri all’età di 74 anni, era probabilmente il più grande reporter di guerra vivente. Quello che segue è il celebre reportage che scrisse dal campo profughi palestinese di Sabra e Chatila, dopo il massacro del 1982.

“Furono le mosche a farcelo capire. Erano milioni e il loro ronzio era eloquente quasi quanto l’odore. Grosse come mosconi, all’inizio ci coprirono completamente, ignare della differenza tra vivi e morti. Se stavamo fermi a scrivere, si insediavano come un esercito – a legioni – sulla superficie bianca dei nostri taccuini, sulle mani, le braccia, le facce, sempre concentrandosi intorno agli occhi e alla bocca, spostandosi da un corpo all’altro, dai molti morti ai pochi vivi, da cadavere a giornalista, con i corpicini verdi, palpitanti di eccitazione quando trovavano carne fresca sulla quale fermarsi a banchettare. Continua a leggere “Sabra e Shatila: ce lo dissero le mosche”

La Scozia saluta il suo “patriota”

Avvenire, 1 novembre 2020

“Alba Gu Bràth” (“Scozia per sempre”): fino all’ultimo dei suoi giorni Séan Connery ha portato con orgoglio la scritta che si era tatuato sul braccio da ragazzino, quand’era solo un cadetto della Marina britannica. Quello dell’indomito indipendentista è il ruolo che ha interpretato con maggior convinzione in tutta la sua lunga e straordinaria carriera. Salvo rifiutarsi di partecipare al film più filoscozzese di sempre, Braveheart di e con Mel Gibson del 1995. La motivazione ufficiale fu che era già impegnato nelle riprese di un’altra pellicola ma di certo non gli dispiacque più di tanto lasciare a Patrick McGoohan il ruolo che gli avevano offerto, quello di Edoardo I Plantageneto, il re britannico noto come “il martello degli scozzesi”. Continua a leggere “La Scozia saluta il suo “patriota””

La resa dei conti

Focus Storia, ottobre 2020

Agosto 1948. Grazie a una soffiata, vengono ritrovati in un campo i resti martoriati dei conti Manzoni Ansidei: la contessa Beatrice e i figli Luigi, Giacomo e Reginaldo insieme alla domestica di famiglia. Tre anni prima erano stati prelevati dalla loro villa a Lugo di Romagna, condotti in un podere a pochi chilometri di distanza e uccisi da un gruppo di partigiani che poi avevano occultato i cadaveri. I Manzoni erano una famiglia di nobili proprietari terrieri, sostenitori del fascismo fin dagli albori, e uno dei figli della contessa aveva fatto carriera nella Repubblica di Salò. Continua a leggere “La resa dei conti”

Carla Del Ponte: “giustizia per le vittime in Siria”

Intervista al giudice Carla Del Ponte (dal libro “Libere di essere e di pensare”)

Da almeno vent’anni Carla Del Ponte è il terrore dei governanti e dei capi di stato chiamati a rispondere davanti ai tribunali internazionali per crimini contro l’umanità. La donna che ha portato alla sbarra Milosevic e Karadzic, nonché i principali responsabili del genocidio del Ruanda. Ma dopo aver trascorso gran parte della sua lunga carriera dando la caccia ai criminali di guerra, persino lei ha dovuto alzare bandiera bianca di fronte ai massacri compiuti in Siria. Un anno fa la magistrata ticinese ha lasciato polemicamente la Commissione d’inchiesta Onu sui crimini siriani. Si è ritirata dalla scena lanciando un duro atto d’accusa nei confronti della comunità internazionale. “È una vergogna”, ci dice quando la raggiungiamo al telefono nella sua natia Svizzera. Continua a leggere “Carla Del Ponte: “giustizia per le vittime in Siria””

Il coraggio di una donna nell’inferno jiahidista

Avvenire, 9 ottobre 2020

Giunta sulla soglia dei novant’anni Edna O’Brien non smette di stupire. È sempre stata una scrittrice coraggiosa, fedele soltanto alla sua memoria, alla sua immaginazione e alla geometrica bellezza della sua scrittura. Esattamente sessant’anni fa il suo primo romanzo Ragazze di campagna – destinato a diventare un bestseller internazionale – fu prima bandito poi addirittura dato alle fiamme perché descriveva il desiderio sessuale femminile, la povertà, l’alcolismo e la misoginia tipiche delle campagne irlandesi in cui era cresciuta. Da quel libro sarebbe nata la trilogia che l’ha fatta conoscere in tutto il mondo anche come ambasciatrice letteraria dei diritti delle donne. Continua a leggere “Il coraggio di una donna nell’inferno jiahidista”

Bobby Sands: gli scritti inediti

Infine ce l’abbiamo fatta. Tra i mille ostacoli che si erano frapposti tra l’idea, il progetto e la sua realizzazione pratica ci si era messa persino la pandemia, ritardando l’uscita di alcuni mesi. Ma adesso, finalmente, è uscito.
Scritti dal carcere. Poesie e prose è il libro con i testi di Bobby Sands ancora inediti in Italia. L’ho curato insieme all’amico Enrico Terrinoni per le edizioni Paginauno, un’opera – con prefazione anch’essa inedita di Gerry Adams – che non avrebbe mai visto la luce senza la passione, l’ostinazione e il lavoro di Sara Agostinelli. Enrico ha tradotto le prose e ha scritto la postfazione, io mi sono occupato di tradurre i testi in prosa e di realizzare l’introduzione, della quale trovate una sintesi qui: Continua a leggere “Bobby Sands: gli scritti inediti”

Il diario di Jean Paul, un tutsi 26 anni dopo

Avvenire, 17 settembre 2020

“Iye tubatsembatsembe!, Iye tubatsembatsembe!”(“Uccidiamoli tutti!, Uccidiamoli tutti!). Dopo tanti anni quelle grida terribili risuonano ancora nella mente di Jean Paul Habimana. In quel giorno di fine aprile del 1994 la parrocchia di Shangi, nella diocesi ruandese di Cyangugu dove aveva trovato rifugio insieme alla sua famiglia e ad altre persone di etnia tutsi, furono assediate dalla milizia paramilitare hutu degli Interahamwe. Erano armati fino ai denti con fucili, granate, mazze, machete e la loro furia omicida non si fermava neanche di fronte ai luoghi sacri. All’epoca Jean Paul aveva solo dieci anni e quel giorno la sua vita cambiò per sempre. “Iniziai a correre per salvarmi ma fui travolto dalla folla in fuga e inciampai. Mi ritrovai faccia a terra, mi caddero addosso i corpi dei fuggiaschi colpiti. Rimasi immobile, sotterrato dai cadaveri per un tempo che mi parve infinito. Chi chiedeva aiuto veniva freddato all’istante”. Continua a leggere “Il diario di Jean Paul, un tutsi 26 anni dopo”