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Se la campagna elettorale strumentalizza la Memoria

In Italia, purtroppo, la campagna elettorale ammette qualsiasi genere di scorrettezza o pusillanimità. Dunque non stupisce che Giuliano Ferrara si produca in un uso fuorviante e truffaldino della Memoria dell’Olocausto per i suoi fini elettorali. Distorcendo pro domo sua la realtà storica in un articolo uscito sul suo quotidiano “Il Foglio”. Il pezzo (firmato da Giulio Meotti, candidato nella lista anti-abortista di Ferrara) racconta la storia di Wanda Poltawska, ex deportata nel lager nazista di Ravensbruck per cercare di ribadire ancora una volta che la vita va difesa sempre e comunque. Anche a costo, ovviamente, di raccontare falsità. Meno male che a ristabilire i fatti, come sono realmente andati, ci ha pensato il sempre illuminante Wlodek Goldkorn.

Combattere l’indifferenza

«Non riconosco alcun diritto al­l’indifferenza.
L’opposto del­l’amore non è l’odio, è l’indiffe­renza.
L’opposto dell’educazio­ne non è l’ignoranza, ma l’in­differenza.
L’opposto dell’arte non è la bruttezza, ma l’indiffe­renza.
L’opposto della giustizia non è l’ingiustizia, ma l’indiffe­renza.
L’opposto della pace non è la guerra, ma l’indifferenza al­la guerra.
L’opposto della vita non è la morte, ma l’indifferen­za alla vita o alla morte.
Fare memoria combatte l’indifferen­za ».

Elie Wiesel

(Da “Avvenire” di ieri)

Al via il processo al boia di Zagabria

gotovina.jpgAll’Aja è iniziato il processo al generale croato Ante Gotovina, accusato di crimini di guerra. I media e l’opinione pubblica croata seguono molto attentamente questo evento, vissuto da una parte dei cittadini come un “processo all’intero Paese”.
In base alle accuse, Gotovina e altri due generali croati sono stati coinvolti in un’azione criminale che mirava alla definitiva eliminazione della popolazione serba dalla Croazia nel corso della cosiddetta “operazione Tempesta” dell’agosto 1995.
La politica ufficiale croata e buona parte dei cittadini considerano ancora il generale dal passato assai poco raccomandabile un eroe nazionale e la riconquista della Krajina una legittima azione militare. L’ardua sentenza, com’è giusto che sia, spetta però al Tribunale penale internazionale per i crimini in ex-Jugoslavia.

“Osservatorio sui Balcani” propone un approfondimento molto interessante

L’Argentina tra Memoria e resistenza

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Da oggi a domenica 30 marzo si tiene a Roma “Argentina: ieri e oggi. Memoria, lotta e resistenza”, un’iniziativa organizzata dall’associazione di cooperazione italo-argentina Progetto Sur per contribuire alla costruzione della Memoria Collettiva. Immagini, cinema, incontri, testimonianze e dibattiti
per ricordare la necessità di avanzare verso una società diversa, che obbliga ad esercitare la memoria, appropriandosi criticamente del passato. Il programma, ricco e molto interessante, si svolge in Largo Dino Frisullo, all’interno del Campo Boario dell’ex mattatoio, zona Testaccio, a Roma. Ingresso libero

Olimpiadi da boicottare?

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Tanto da qui all’estate sarà uno dei principali argomenti di discussione. E allora tanto vale chiederselo subito. E’ giusto boicottare i Giochi estivi di Pechino? O è forse meglio propendere per una campagna come quella lanciata mesi fa da Amnesty International? L’Ong a difesa dei diritti umani è contraria al boicottaggio e pensa che le Olimpiadi siano un’occasione unica per mobilitare l’opinione pubblica e spingere il governo cinese verso una svolta radicale. Chi scrive la pensa esattamente allo stesso modo. Intanto durante la cerimonia per l’accensione della fiaccola è andata in scena la prima protesta mediatica. Non da parte degli attivisti tibetani, ma ad opera dei rappresentanti di Reporters sans Frontières, l’associazione che si batte per i diritti della libera stampa. Sono entrati in azione mentre parlava Liu Qi, presidente del comitato organizzatore di Pechino 2008: uno ha sventolato una bandiera con i cinque cerchi olimpici a forma di manette e la scritta «boicottate i Paesi che disprezzano i diritti umani», l’altro ha cercato di impadronirsi del microfono. Sono stati subito bloccati dal servizio di sicurezza. Una dozzina di manifestanti ha poi inscenato una protesta nelle strade di Olimpia. La tv cinese, manco a dirlo, ha sospeso la trasmissione in diretta della cerimonia, senza alcuna spiegazione.

Qui sotto è possibile rivedere le immagini censurate della protesta

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