La silenziosa scomparsa dell’Armenia

Oggi gli armeni di tutto il mondo ricordano “Metz Yeghern”, il Grande Male, ovvero la tragedia di cui fu responsabile il governo turco nel 1915 e che Ankara ancora nega con ogni mezzo. Centinaia di migliaia, secondo alcuni oltre un milione e mezzo di uomini, donne e bambini scomparvero in base a un piano di deportazioni verso il nulla, i deserti della Siria da cui non sarebbero più tornati. Uccisi in maniera atroce, per fame, malattie, privazioni. Il 24 aprile di 93 anni fa a Costantinopoli iniziava il primo genocidio del secolo XX: sarebbe diventato una sorta di “modello” per altri orrori del genere. In quegli anni scomparve così una delle più grandi comunità cristiane del vicino Oriente. Ma il processo di rimozione della memoria storica degli armeni prosegue ancora oggi, e non soltanto attraverso il violento negazionismo messo in atto dal governo turco. I monasteri e le chiese che ricordano la storia armena (in alcuni casi risalenti fino al IV secolo d.c.) stanno lentamente scomparendo. Come si vede in alcune sconvolgenti foto del Genocide Education Project.

Questo era il monastero armeno di Arakelots, a Moush, nel 1960:

E questo è lo stesso monastero quarant’anni dopo, nel 2000:

Altre foto del genere si possono vedere qui

Un commento su “La silenziosa scomparsa dell’Armenia”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.